Doverosamente premetto che il mio amore per il vino ha comunque un limite: nessuna bottiglia per me può valere quanto la vita di un animale o il poter evitare la sofferenza che provoca in lui l'abbandono da parte dei proprietari.
L'inconfondibile scritta KRUG a centro etichetta era visibile già da distante, ma solo avvicinandosi si poteva leggere bene la scritta: Krug Clos du Mesnil 1996. La bottiglia, piena e tappata con appena qualche traccia di polvere sul corpo (poca polvere: giusta quella che ti lascia intuire che la bottiglia viene spolverata assieme agli altri soprammobili da una distratta signora delle pulizie), era abbandonata assieme ad un'altra trentina di bottiglie su di un tavolo posto nell'angolo di un ufficio di disimpegno. .
Le altre bottiglie erano comprese tra un magnum di Prosecco (scusate, di Valdobbiadene!!) di un'eccellente cantina sino ad un Giulio Ferrari: vi erano svariate tipologie, dal Brunello al Barbaresco, dal Franciacorta al Primitivo e prelibatezze di pari livello..
Clos du Mesnil, e chi mai non vorrebbe aprirla subito? Ma che mai ci farà appoggiata su di un tavolo in piena luce ed a temperatura elevata?
Vuoi vedere che questi... "Non ho idea se siano buone: me le regalano, di media a natale, clienti importanti ma sa io sono astemio e mia moglie non beve!" la frase pronunciata alle mie spalle mi faceva intuire che l'ingegnere titolare dell'ufficio, con cui avevo appuntamento, era arrivato.
A lei piace il vino? Se ne intende?
E adesso che gli rispondo? Magari gli dico appena appena e lui mi regala di Clos....
Poi l'onesta che di fondo accompagna sempre chi ama il vino mi fece rispondere un mi piace molto ed un po' ne capisco, di cui non mi pento, ed assieme a quelle parola lo sciorinare del valore delle varie bottiglie che vi erano su quel tavolo.
Ma scherza? Tutti quei soldi per delle bottiglie di vino?
Abbandonato il discorso vino (argomento deprimente se ne devi parlare con uno che non lo beve e cui nulla gli frega) io e l'ingegnere ci mettemmo a discutere di quanto mi aveva portato in ufficio da lui, ma alla mia uscita un'unico tarlo mi girava per la testa: quello delle bottiglie abbandonate sul tavolo.
Il mio primo pensiero mi portava ad immaginare una campagna stampa per fare in modo che nessuno regali vino per Natale a chi non lo capisce o a chi non piace, un po' come la campagna stampa che invita le persone nell'evitare di regalare cuccioli di animali visto che l'estate seguente 4 ogni 10 verranno abbandonati in 'autostrada... mi rendevo presto conto che oltre ad essere ingeneroso nei confronti degli animali (come scritto sopra la vita di un animale non si può essere paragonata ad una bottiglia) rischiava di essere penalizzante per chi produce vino: molto meglio (in certi casi) una bottiglia venduta a chi non la aprirà mai che una bottiglia non venduta.
Però una soluzione bisogna trovarla... propongo allora quanto segue: non regalate cuccioli se questi rischiano di essere abbandonati, ma regalate pure del vino pregiato, anche a chi non ne capisce e non lo berrà mai!
Ai riceventi di queste bottiglie dico subito di non tenerle in casa per non aprirle mai, occupano solo spazio, molto meglio, ai primi accenni dell'estate, abbandonarle presso qualche casello autostradale: troverete sicuramente qualcuno che le adotterà! .
AC