Se potessi permettermi di dare un consiglio ai politici della mia regione direi loro di parlare un po' più di programmi concreti e realizzabili, pensati per noi cittadini, ed un po' meno di vino, visto che in questo campo non mi sembrano particolarmente illuminati....
Nei mesi scorsi abbiamo assistito alla castroneria del Rosecco: un vino, a detta del Ministro Zaia, creato per copiare il Prosecco (certo che "copiare" un vino bianco producendo un rosato mi sa tanto di "truffa" degna della banda Bassotti) e prontamente sequestrato, prima della sua immissione in commercio, dagli organismi demandati al controllo... peccato che "l'immissione in commercio" fosse in realtà effettivo commercio svolto da parecchi anni, come è stato dimostrato in questo post. Ieri è stato il turno del compagno di partito del Ministro, il vicepresidente della regione Veneto Franco Manzato, che ci regalato una perla che illumina noi tutti: intervenendo in un convegno si è fatto scappare l'incredibile chicca per cui l'Amarone è un vino con tremila anni di storia.... lo comunica con precisione a noi tutti questo post dell'AGI, ed identica notizia la comunicava ieri in FB Laura Tosi. Gulp e doppio gulp direbbe zio Paperone (giusto per rimanere in tema Banda Bassotti) l'Amarone un vino con tremila anni di storia? Pensavamo un po' meno! Anzi decisamente meno.
Se siamo nel 2010 significa che lo si produceva già nel 990 avanti Cristo, ben 237 anni prima che venisse fondata la Città eterna... praticamente all'alba della civiltà!
Mi entusiasma sapere che un vino frutto della miscellanea di più vitigni, vendemmiata in primo autunno, appassito su graticci per svariati mesi e vinificato con difficoltà ad appassimento compiuto venisse prodotto da una popolazione che probabilmente non aveva il dono della scrittura (quindi siamo nella preistoria) vivesse in caverne, si cibasse di quello che più o meno capitava, e non avesse erudizione alcuna se non la mera soppravivenza... allora è vero che noi Veneti il vino l'abbiamo nel sangue! Viene prima di tutto...
Per contro mi spiace sapere che Dalmasso e Marascalchi abbiano errato in pieno comunicandoci date sbagliate, raccontandoci di Cassiodoro (che semmai beveva l'Acianatico, l'antenato del Recioto, non del Recioto Amarone) e della conoscenza di questo vino attorno nel V secolo dopo Cristo. (link)
E poi che dire di quanto ci raccontano libri, siti, blog, brochure aziendali sull'aneddoto del Recito scampà? Un vino che forse avrà settant'anni, forse ottanta, ma che il secolo non lo supera di molto?
Tutta una balla: se l'Amarone è un vino nato 3.000 ani fa (quando in Grecia iniziava appena a diffondersi il culto di Dioniso) la parola dialettale scampà non poteva esistere....
Grazie Manzato, un errore capita a tutti e quindi anche a Lei è concesso, ma certo che quando parlate di vino Lei ed i suoi colleghi ci strappate delle amare risate (o forse delle amarone risate?)
AC