Sono trascorsi appena dodici giorni dall'ultimo post che ho scritto, eppure mi sembra sia trascorso un secolo... ed oggi provo quasi le stesse sensazioni di quando, dopo quasi tre settimane, ricominciava la scuola interrotta per le vacanze natalizie.
In questi dieci giorni ho letto moltissimo, ho assaggiato, degustato e bevuto, ed ho avuto incontri molto piacevoli con persone che nel "mondo vino" hanno un certo peso, però voglio dedicare questo primo breve post con cui inauguro l'anno ad Antonio!
Antonio (nome di fantasia, lo specifico) è un quasi compaesano ed un quasi conoscente (il termine conoscente è già troppo per uno come lui) che pur bevendo qualche bicchiere di vino, ritiene assurda la passione che nutro (anzi, che tutti noi nutriamo) nei confronti della bevanda di Bacco.
Antonio non è una cattiva persona o incapace, anzi, però è persona priva di ogni passione che esuli dal lavoro e dalla famiglia, e come tale non può che "condannare" l'emozione che io provo per il vino.
"Alessandro, ma voi, anche se appassionati, non trovate assurdo impiegare tutto quel tempo in infinite degustazioni, incontri, tavole rotonde, riviste, blog ecc. ecc? In fin dei conti il vino è vino, un alimento, nulla di più.. e se bisogna impegnare del tempo per tesserne le lodi la cosa degenera!"
Questa è la frase con cui, di tanto in tanto, cerca di "attaccarmi", ma io alzo (mentalmente) le spalle e non rispondo: per me il suo parere e le sue opinioni hanno peso pari ad un secchio d'acqua gettato nell'oceano, è pai al nulla! (nda magari la frase è un po' più semplice di come riportata: io l'ho scritta così per non ripetermi).
Stamane l'ho incontrato in banca mentre era intento nel raccontare il suo ultimo dell'anno, trascorso nella località di montagna tanto alla moda, al direttore di filiale: "sai direttore, ho trascorso una bella serata, tranquilla ma bella: eravamo un gruppo numeroso, ci siamo ritrovati tutti al bar X per bere l'aperitivo, poi ci siamo recati al ristorante Y per il cenone e subito dopo il brindisi di mezzanotte siamo andati sulle piste dove i maestri della scuola di sci scendevano facendo la fiaccolata. Siamo rimasti li un'ora a ridere e scherzare, e poi, dopo un brulé conclusivo, siamo rientrati in albergo..."
Terminata la sua esposizione mi ha guardato come per chiedere il resoconto di quanto avevo fatto io.
L'ho fissato per qualche secondo e poi non ho potuto fare a meno di sottolineare come i tempi della sua esistenza fossero scanditi dalla bevanda di Bacco: il suo ultimo dell'anno è iniziato con un 'aperitivo, la parte culmine è stata sottolienata con un brindisi ed il termine è stato dato da un vin brulè.... e poi mi viene a dire che la mia (nostra) passione nei confronti del vino rasenta l'assurdo?
Antonio, ma vedi di andare a.....
AC