Non servono premesse: è ovvio che il mio amore per il vino e per chi lo produce (inteso come figura retorica, ovviamente non fisica) sia totale, altrimenti non mi troverei a impegnare del tempo per scrivere questo blog, ed il mio amore per il vino è fine a se stesso, indifferentemente da chi o come lo si produce.
Noto invece, in questo florilegio di scrittori e narratori del vino (specie negli interventi che nascono in facebook), il voler giudicare sempre più la persona, in base al vino che produce ed a quale filosofia produttiva esso aderisce, anzichè al suo comportamento ed alla sua educazione.
Mi spiego meglio: stamane ho letto un intervento di una persona la quale, nella giornata dello scorso sabato, ha partecipato alla manifestazione Bio-Bacco, degustazione di vini biologici e biodinamici svoltasi a Firenze.
Mi ha colpito il passaggio in cui descrive i produttori incontrati: "persone vere, vite, vere, ragionamenti costruttivi e chiacchiere a misura d'uomo".
Ora mi fa piacere che questa persona abbia avuto un riscontro così positivo (avesse parlato anche dei vini degustati il suo intervento mi sarebbe piaciuto un po' di più) ma la mia domanda è ovvia: e se i produttori fossero stati convenzionali cosa avresti incontrato?
Persone finte?
Vite fasulle?
Chiacchiere a misura d'elefante?
Ragionamenti distruttivi?
Dai smettiamola, questa è pura demagogia!
Una persona può essere stupida, malvagia, sadica, inaffidabile ma se produce vino in metodologia biologica o biodinamica è persona vera e costruttiva, mentre tu puoi essere il più corretto degli uomini ma se sei un convenzionale sei un depravato? Non funziona così...
Vogliamo giudicare un vino? Bene, è cosa positiva.
Vogliamo giudicare un essere umano? Premesso che è opera che non spetta ad altro essere umano (al limite ad entità superiori) almeno smettiamola di utilizzare, come metro di misura, la filosofia con cui questi produce il suo vino, anzi smettiamo proprio di etichettare tale cosa: guardiamo al bicchiere, non al contorno!
Ho conosciuto delle sonore teste di cazzo (perdonate il francesismo) tanto nel mondo del vino convenzionale quanto nel biologo e nel biodinamico,.
Ho conosciuto delle persone fantastiche, tanto nel convenzionale, quanto nel biologico e nel biodinamico.
Mi sa che alla fine i veri finti sono coloro che si permettono di giudicare un produttore in base a come questo ragiona sul vino che produce e propone.
Che tristezza!
AC