Con dispiacere (quando c'è da parlare male di un vino o in generale del l mondo ad esso collegato, provo sempre un enorme dispiacere) torno sull'argomento postato ieri: la truffa Pinot Nero/Syrah perpetuata in Languedoc.
Su The Huffington Post (potete leggerlo qui) compaiono le brillanti tesi difensive che hanno portato alla lievissima condanna degli imputati: ricordo che la truffa perpetrata è stata di 135.000 ettolitri, avessero guadagnato 10 euro ad ettolitro (ma visti i prezzi differenti delle basi ne hanno guadagnato almeno il doppio se non il triplo) significa un utile di 1.350.000 euro a fronte di una multa di 220.000 euro totali.
A fronte di un accusa portata dal pubblico ministero, il quale chiedeva pene severe visto che "l'entità della frode ha causato gravi danni per i vini del Languedoc per i quali gli Stati Uniti rappresenta un importante sbocco commerciale, nonché grave danno d'immagine" gli avvocati difensori hanno detto che non vi era nulla di male nel comportamento tenuto dal momento che "non solo un consumatore americano si era lamentato!" (che palati sopraffini...nda)
Addirittura l'avvocato difensore di altri tre imputati ha preso una strada completamente diversa, sostenendo che i vini impiegati ed il Pinot Nero hanno caratteristiche in comune: infatti ilRed Bicyclette Pinot Noir 2007 prodotto con Syrah e Merlot viene descritto come un vino "con aromi di frutta scura e sapori di ciliegia e prugna nera matura, propri del Pinot Noir!" (?)
Ed il giudice ha pensato bene di comminare 220.000 euro di multa e 16 mesi di carcere con la condizionale...
Rimango allora dell'idea di ieri: quis custodiet ipsos custodes?
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Grazie della notizia: da un pò seguo questo blog e trovo sempre notizie interessanti, ma soprattutto ben commentate.<br />
Un autentico puntaspilli!<br />
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