E.mail ricevuta nei giorni scorsi: "Salve Alessandro, volevo sapere se conosci la cantina che menziono sopra in'oggetto. Questa sera, in cantina da loro, c'è un concerto di musica concerto jazz che andrò ad ascoltare, e se la ritenevi valida al limite comperavo qualche bottiglia di vino"
Non è una novità quella che mi veniva segnalata: di cantine, al cui interno organizzano concerti di musica jazz anzichè melodica oppure classica, ne è piena l'Italia, cosi come si organizzano esposizioni di pittura, fotografia, letture di poesia e quant'altro.
Se curiosate in internet scovate "eventi" a bizzeffe, e sono eventi che si organizzano per farsi conoscere, per vendere qualche bottiglia in più, per cercare quel "giro" di clientela che al giorno d'oggi risulta indispensabile. (anche se certi insistono nel voler presentare il mondo del vino come il paese della cuccagna).
Anche se queste manifestazioni non mi piacciono per me è tutto lecito e comprensibile, quello che però mi chiedo è: ma con che faccia si entra in una cantina per ascoltare del jazz ed, al limite, comperare del vino?
A cominciare dalla persona che mi ha scritto, sino all'ultima persona partecipante, chiedo: ma le vostre scelte di acquisto le fate in base a ciò che vi piace o vi viene consigliato, oppure in base alla manifestazione si svolgono in tale cantina?
Premesso che analoghe manifestazioni non si svolgono nelle boutique o nelle gioiellerie, vediamo di essere seri: nessuno comprerebbe un vestito anzichè un paio di scarpe selezionano il negozio in base al fatto che vi suoni la cover band più gradita, come nessuno entrerebbe in una gioielleria per vedere una personale fotografica di Salgado per poi (al limite) acquistare un orologio! Ed allora perché nel vino si devono ritenere valide tali iniziative? (anzi, ritenute pure glamour....)
So bene che il vino è cultura, stile di vita, arte, ma lo è di per se, senza bisogno di godere (?) del supporto da manifestazioni, canzoni ed altro, spesso di livello mediocre se comparato a quanto ritroviamo nel bicchier...
Poi ognuno faccia ciò che vuole, fosse per me consiglierei ai produttori di evitare concerti o letture in cantina, ma nell'eventualità ai partecipanti di degustare e comperare prima il vino per poi assistere alla performance artistica: siete in una cantina, ed in cantina l'opera d'arte è quella che bevete, non quella che udite o vedete!
AC