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Conserviamo il vino in buie e silenziose cantine... (?)

Buongiorno, freddo questa mattina! Ho dei bancali urgenti da consegnare” questa la frase, pronunciata in un perfetto italiano ma con una leggera inflessione straniera (dell’America centro meridionale) che avevo udito appena aperta la porta del magazzino: di fronte a me si presentava la bella figura di un ragazzo creolo con un sincero e simpatico sorriso stampato su di un viso ancora assonnato, ed i denti bianchi sembrava brillare maggiormente dato il contrasto con il bel colorito della carnagione. La sgargiante divisa dell’azienda di trasporti rendeva ancora più simpatica la figura nel grigiore del primo mattino.

Aperte le porte del camion il ragazzo portava i bancali da consegnare sul limite del pianale per effettuare lo scarico.  Un po’ per curiosità, un po’ per abitudine, i miei occhi “esploravano” quant’altro vi era a bordo: vedere la scritta di uno dei più famosi Chateau di Bordeaux impressa sul cartone da imballo (che per la cronaca conteneva la cassetta in legno, mica cartone e basta…) e saltare a bordo del camion era stato per me un’unica azione.  “Piano capo, in magazzino mi hanno detto che è merce che costa tantissimo” la frase del ragazzo mi giungeva all’orecchio nei momenti in cui ero intento ad esplorare il cartone, ma nella mia testa avevo ben altri pensieri che non quelli dettati dalla sua richiesta: “Cerco un passamontagna e fingo una rapina appena lui esce dal cancello?”, “Chiamo gli amici, racconto cosa ho visto, e fingiamo un assalto alla diligenza?” purtroppo dopo i primi bruschi pensieri (che adesso rimpiango di non aver attuato) l’onestà riprendeva il sopravvento. “Che fai con queste casse di vino?” “devo portarlo a Padova, al ristorante XYZ, assolutamente entro oggi, il capo magazzino ha detto che gli serve per domani sera.” Letta bene l’ultima frase? “gli serve per domani sera”… Già mi immagino le facce dei buongustai che domani sera saranno intenti nel degustare il nettare che oggi ho intravisto: avranno parole solo per quanto ritroveranno nel bicchiere, e di fronte al viso compiaciuto del capo sommelier, non potranno che ringraziare la cantina del ristorante in cui tale tesoro era custodito…  Tesoro che lunedì si trovava in una cantina a circa 1000 chilometri in linea d’aria, e che dopo essere stato agitato per bene per 4 giorni consecutivi, con sbalzi termici non indifferenti verrà servito con ricarichi da capogiro….

Sa, anche la conservazione del vino ha i suoi costi, noi conserviamo tutto il nostro vino in buie e silenziose cantine…”, si, quelle del produttore!

 

AC

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