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Dietro alla guida!

Maggio 9517

Alzi la mano chi almeno una volta nella vita, leggendo una guida sui vini, non abbia pensato "ma come fanno a premiare un vino così? Ma questi ci capiscono, di vino?"
Siamo onesti lo abbiamo pensato tutti, tutti (anche quello lì in fondo che finge di non sentire e non ha alzato la mano), io per primo: magari perchè ero a digiuno di come opera le proprie scelte colui che quella guida contribuisce a redigerla. Fortunatamente il mio digiuno è stato interrotto da un invito giunto dall'amico Gianpaolo Giacobbo il quale richiedeva la mia presenza a Castello San Salvatore per fare parte della commissione di valutazione della Guida Vini Buoni d'Italia del Touring Club, cosicchè oggi posso dirvi il mio parere dopo avere visto il tutto da "dietro le quinte".
Nei tanti anni ho partecipato a moltissime degustazioni con valutazione finale, eppure ogni volta provo un minimo di emozione, ed anche ieri era così (anzi, a maggior ragione vista l'importanza), emozione però subito interrotta dalla cordialità e dalla disponibilità che mi è stata offerta dalle persone presenti alla degustazione, ad iniziare dal capo commissione Paolo Ianna, da Bernardo Pasquali, coordinatore veneto della stessa guida, sino ad Aurora Endrici, persona che nel mondo della degustazione non abbisogna certo della mia presentazione. Assieme a loro vi erano Gianpaolo, Annie Martin, Andrea e Giorgia.
Tre le cose che mi hanno positivamente impressionato: il rispetto del giudizio espresso da ognuno, la preparazione tecnica, il rispetto per il prodotto e per i produttori.
Ad un incontro simile uno si aspetta di dividere il tavolo con gli arcinoti "so tutto io", pieni e tronfi del loro sapere. Invece le persone che mi hanno accolto si sono dimostrate competenti, tanto in degustazione quanto tecnicamente, (mi permetto di dire ciò solo perchè abbiamo affrontato un vino sul quale mi ritengo abbastanza preparato, almeno quel che basta per sapere se mi trovo di fronte a qualcuno che ne capisce oppure no), rispettose dell'altrui giudizi anche quando in contrapposizione al loro.
Da incorniciare la frase a me rivolta da Paolo Ianna (persona che apprezzavo già moltissimo prima di questa esperienza, come scritto tempo addietro proprio su questo blog, ma che ha dimostrato di valere ben di più di quel che credevo) prima di iniziare la sessione, frase che suonava più o meno cosi: "Alessandro, ricordati che noi giudichiamo il lavoro e la fatica di molti viticoltori, quindi massima attenzione e nel dubbio rispettiamo il loro sforzo cercando di "punire" solo chi vuole vendere pan per focaccia", è così è stato!
Alla fine della mia esperienza ho tratto le seguenti conclusioni:
- Chi giudica i vini per le guide lo fa in modo scevro da ogni preconcetto o da idee precostituite. 
- Giudicare tanti vini richiede un serio sforzo, tanto mentale quanto fisico
- I vini sono serviti alla cieca, in modo blindato per ognuno, come mai avrei pensato
- I degustatori (almeno quelli che ho incontrato io) hanno un'umiltà che è pari alla loro bravura
- Il giudizio su un vino è frutto della bottiglia degustata, tanto in positivo quanto in negativo: ad esempio ieri abbiamo incontrato almeno 10-15 vini messi in bottiglia da pochi giorni, ovvio che pagano lo scotto del loro recente  imbottigliamento.     
- Se fossi un produttore mi fiderei molto di più delle guide: in malafede non ho trovato proprio nessuno.
Infine grazie ai miei colleghi di avventura: onorato di aver lavorato con Voi.
 
AC
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C
<br /> In un mondo dove chiunque, dal più acerbo al più professionale degli attori di questo nostro vivere, è messo in discussione, dove i canoni del giusto del bello e del buono si sono frantumati contro<br /> muri di indifferenza, quando non di ignavia, dove Persone e Persone si spendono ogni giorno per poco o per meno del giusto e dove incolti e beceri arrichhiscono senza qualità apparenti nè<br /> recondite, dove la comunicazione sia essa politica che sociale è volta ad interessi di parte, mentre quella commerciale ad utili consistenti per qualcuno, in uno scenario simile cercare di trovare<br /> qualcuno che faccia testo e comodo e verità a buon mercato sembrerebbe un iperbole...<br /> <br /> <br />
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A
<br /> <br /> Grazie del tuo commento, visto "il dibatitto" che si sta creando appena avrò un minuto di tempo risponderò con un post, che se vorrai commentare mi farà piacere.<br /> <br /> <br /> <br />
C
<br /> Mi trovo sulla stessa posizione di Alberta, anzi per conto mio non dovrebbero neppure esistere le premiazioni e le menzioni, lo stesso dicasi per i ristoranti, le guide dovrebbero contenere i dati<br /> salienti ed i prezzi indicativi, la data di fondazione dell'azienda ed il titolo professionale del proprietario o del rappresentante legale.<br /> <br /> <br />
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A
<br /> Mi fa molto piacere Alessandro che tu abbia messo in evidenza la serietà che sta dietro ad alcune guide, anche se, io rimango convinta che ogni guida è un'azienda, e deve in qualche modo vivere,<br /> quindi ha bisogno di coloro che la possono sostenere andando alla fine a dare giudizi poco oggettivi in alcuni casi.<br /> Proprio a fronte di un punto di vista espresso da un giornalista di una guida, all'ultimo Vino in Villa, il quale diceva che secondo lui il Prosecco deve esser extra dry o dry, per l'ennesima volta<br /> mi sono chiesta...ma noi produttori abbiamo proprio bisogno d'esser giudicati? A che scopo? Ma dovremmo esser noi giudici del nostro lavoro. Perchè lasciarci dare dei numeri da persone a volte<br /> anche improvvisati degustatori, come la persona sopra citata, che già scarta a priori una categoria di vino, non rendendosi conto che lui non deve valutare secondo il proprio gusto, ma dovrebbe<br /> guardare all'armonia e all'equilibrio del vino, che sia a 30 o 2 g/l zuccheri, alla tipicità e verità del vitigno.<br /> Trovo invece più corretta e onesta la scelta di Slow Food di proporre una guida che racconta l'azienda, il suo percorso, i suoi vigneti, i vini, ma senza alcun numero.<br /> Non siamo certamente obbligati a dare i vini, ci possiamo rifiutare, ma una guida può dare molta visibilità soprattutto se il giudizio è positivo e tu piccola azienda non hai economicamente la<br /> possibilità di investire in una grande comunicazione. Però secondo me dovremmo avere la forza di andare oltre e di dir basta a tutto questo, perchè dietro la fatica del produttore troppi ci stanno<br /> guadagnando, e non intendo solo economicamente.<br /> <br /> <br />
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A
<br /> <br /> Grazie del tuo commento Alberta, visto "il dibatitto" che si sta creando appena avrò un minuto di tempo risponderò con un post, che se vorrai commentare mi farà piacere.<br /> <br /> <br /> <br />
C
<br /> Complimenti Alessandro per il post sopra. Come però sottolinea il sig. Mauri spesso si contesta alle guide non il giudizio su di un determinato vino (sì è vero a volte anche quello), ma il criterio<br /> di valutazione con il quale vengono scelti determinati produttori e vini da inserire nelle stesse. Sarei curioso anche io di sapere tecncamente come avviene questa selezione per la guida del<br /> Touring club.<br /> <br /> <br />
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A
<br /> <br /> Grazie del tuo commento, visto "il dibatitto" che si sta creando appena avrò un minuto di tempo risponderò con un post, che se vorrai commentare mi farà piacere.<br /> <br /> <br /> <br />
B
<br /> Carissimo Alessandro ho letto con molto piacere il tuo post. Degustare per una guida è un privilegio di pochi. Ecco perchè chi lo fa, almeno io la penso così, conserva sempre un atteggiamento di<br /> grande serietà e umiltà di fronte al vino. Quello che ha detto Paolo lo penso anch'io da sempre e sono felice che siamo sulla stessa lunghezza d'onda...ma lo sapevamo da tempo.<br /> Una bottiglia è un'idea, la storia di un territorio, il sacrificio di uomini e molte volte racchiude un sogno che si è o si sta realizzando.<br /> Chi degusta ha il provilegio di far parte di quel sogno e non può non tenerne conto!<br /> <br /> Un abbraccio.<br /> <br /> Bernardo<br /> <br /> <br />
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A
<br /> <br /> Grazie del tuo commento Bernardo, visto "il dibatitto" che si sta creando appena avrò un minuto di tempo risponderò con un post alle altre osservazioni. Vista la tua esperienza saresti tu la<br /> persona adatta nello stare al posto mio in questo momento, spero di non scrivere corbellerie su come "fuonziona una guida", in caso contrario correggimi senza problema.<br /> <br /> <br /> Ancora grazie per la tua competenza e per la simpatia dimostrata. <br /> <br /> <br /> <br />