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E' la stampa bellezza, è la stampa....

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Probabilmente molti di Voi ricorderanno quei due post (questo e questo) pubblicati verso la metà del mese di dicembre, originati dal confronto tra il noto, e bravo, produttore Valdobbiadenese Primo Franco e l'altrettanto bravo collaboratore della rivista Spirito Divino Alvaro Pavan.
Uno scambio civile ma portato su posizioni contrapposte, scaturite da un articolo scritto da Pavan e pubblicato per l'appunto dalla rivista prima citata.
Credo di aver ben spiegato (qui) quale fu il motivo per cui avevo ospitato tale confronto, confronto che a mio pensiero altro non era che la semplice anticipazione di quello che poi si sarebbe sviluppato sulle pagine della rivista.   
Per me era episodio chiuso ed archiviato, almeno sino a ieri quando, leggendo il numero 42 della rivista appena acquistata, sono incappato in una "pseudo" risposta scritta dal direttore Franz Botrè alla lettera inviata da Primo Franco.
Risposta che a me lascia l'amaro in bocca, e sulla quale mi sento in dovere di esprimere un opinione che rendo nota non tanto perché mi senta "soggetto terzo parzialmente coinvolto", (ho solo concesso un minimo di spazio, per altro con motivazione più che valida) o peggio perché soffra di un delirio di onnipotenza tale da farmi credere che la mia opinione sia necessaria, bensì perchè sono un lettore attento che si trova in disaccordo con la linea editoriale della rivista che leggo, ed acquisto, da molti anni..
Infatti, egregio direttore, lei pubblica la lettera di Franco (e la risposta del suo collaboratore) condensandole in pochissimo spazio, ed in tale modo inevitabilmente le modifica e le storpia, al punto che a me lettore è impossibile comprendere su cosa, e per cosa, Primo Franco accusi Pavan di non capire il progetto Grave di Stecca.
Lei dice che pubblicare le lettere per intero avrebbe richiesto troppo spazio, ma io, come lettore, le assicuro che avrei "rinunciato" volentieri ad una pagina di pubblicità pur di comprendere il tutto sino in fondo, oppure avrei aggiunto volentieri 50 centesimi al prezzo di copertina, per avere un'ulteriore pagina dove il tutto mi fosse stato spiegato. 
E' vero quando lei dice che ogni cosa è già comparsa su di un blog, ma se io quel blog non lo avessi letto?
E comunque, anche a blog letto, lei pensa che il produttore sia felice di sapere che l'articolo che lo ha indisposto sia stato letto da 20.000 dei suoi lettori, ma la replica solo dai 4000 che aprono il blog? (e magari di quei 4000 solo un misero 0,5% sono lettori anche della sua rivista).
Per di più racconta che le sarebbe piaciuto se ogni diatriba si fosse risolta, in modo epistolare, esclusivamente sulla sua rivista... ma non aveva appena scritto che non c'era spazio a sufficienza?
Comunque è la sua nota conclusiva quella che mi disturba, quando lei scrive "intuisco dai "chilometri" di caratteri che i due si conoscono bene, anzi molto bene. Ed è bene che si parlino e si chiariscano di persona." Cosa significa questa frase? Se si conoscono di persona perché Pavan ha avuto la necessita di scrivere un articolo? (e perché lei lo ha pubblicato?) Potevano parlarsi sin dall'inizio, giusto?
In base a quest'ottica non ci sarebbe neanche motivo che le riviste venissero stampate: voi non scrivete un articolo per comunicare il vostro pensiero ad un produttore, bensì per rivolgerla a noi lettori.... e se sono rivolti a noi gli articoli devono essere rivolte a noi anche le repliche, altrimenti vivremmo in un mondo (del vino) dove solo voi giornalisti avete il coltello dalla parte del manico, ed a me un mondo così non interessa affatto. 
Da persona intelligente quale lei è spero voglia chiarire meglio il concetto.
 
AC
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M
<br /> Nessuna risposta da parte dei direttore delle rivista "coinvolta"? Che ne sia al corrente?<br /> <br /> <br />
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L
<br /> Mi unisco al coro di chi chiede maggior rispetto per il lettore. Grazie<br /> <br /> <br />
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L
<br /> Mi viene voglia di scrivere alla rivista e chiedere come posso avere la lettera completa del signor Primo Franco.<br /> Noi lettori siamo considerati solo quando paghiamo la rivista...<br /> <br /> <br />
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P
<br /> Per me è il caso contrario: io leggo solo questo blog e non la rivista coinvolta. Penso che se il direttore autorizzava lei nel pubblicare l'articolo di Alvaro Pavan avrebbe permesso a tutti di<br /> conoscere cos'era accaduto.<br /> Adesso devo trovare qualcuno che mi presti spirito divino per leggere l'articolo che ha dato inizio a tutto, ed in cambio racconterò come si è concluso...<br /> Paolo<br /> <br /> <br />
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M
<br /> Ero, sono e sempre rimarrò affezionato lettore di SdV, anche a mio parere però il direttore ha sbagliato.<br /> Le lettere andavano pubblicate.<br /> <br /> <br />
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