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E se a Valdobbiadene chiamassero le Rive "Milima"?

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E' il blog del momento, senza ombra di dubbio: non vi è altro blog, sito, pagina Facebook o Twitter in cui normalmente si parla di vino, specificatamente di Prosecco, che non abbia aperto un collegamento (link) che ti riporti al blog curato da Lorenzo Biscontin: biscomarketing !
Il motivo di tale interesse è presto detto: Biscontin, che sino a poco fa era manager all'interno del gruppo Santa Margherita, ha scritto un'ottima disamina sul Conegliano-Valdobbiadene Prosecco Superiore (che nel caso vi fosse sfuggita potete leggere qui) e le cose realizzate bene meritano di essere diffuse.
A mio modesto parere però vi sono però tre punti che offuscano leggermente il suo post, ed il dispiacere di vedere un'analisi così ben redatta "rovinata" mi ha spinto nello scrivere una replica che desidero condividere con voi tutti anche in questo blog. Ecco di seguito cosa ho scritto a Lorenzo Biscontin: 
 
" Buongiorno sig. Biscontin, ho letto con attenzione il suo post e buona parte del blog che lei scrive: mi piace perche scritto bene e con cognizione, e mi piace il modo educato che lei ha nel rispondere ai commenti che le vengono inviati.
Però in questo post vi sono tre punti su cui non concordo assolutamente ed a cui desidero replicare, e proprio per l'educazione che lei ha nei confronti di chi le scrive desidero premettere che quanto obbietto lo faccio in modo privo di acredine e della volontà di "imporre" la veridicità del mio pensiero rispetto al suo, ma visto che la penso diversamente sono "obbligato" nel farlo. 
Millesimato
Innanzitutto che un uomo di marketing come lei è si stupisca e si imbufalisca quando trova una bottiglia di Prosecco Millesimato è cosa alquanto strana: di fronte alla più incredibile trovata di marketing inventata da suoi colleghi di settore lei dovrebbe esaltarsi ed applaudire, un po' come il prestigiatore che ad un concorso di magia vede un collega più bravo che ha inventato un trucco di maggiore effetto.. si applaude e si annuisce, non ci si imbufalisce!  
Sarebbe comunque il caso di non fare di ogni erba un fascio: su alcuni Prosecco (Grave di Stecca ad esempio) il millesimo ha un senso, eccome se lo ha, ed ha pure senso attendere il trascorrere del tempo, perché impedirlo allora? 
Detto questo lei incorre in un notevole errore quando scrive che "quello che mi manda fuori di me è che i disciplinari tanto della DOC come della DOCG prevedono l’indicazione del termine “Millesimato” senza l’obbligo di indicare l’annata e quindi si trovano normalmente sul mercato prosecchi millesimati, senza sapere però di che anno" (parole copiate dal suo blog) visto che il disciplinare del DOCG recita, al comma 5 dell'articolo 7, quanto segue: "Nella designazione del vino spumante e' consentito riportare il termine millesimato, purché il prodotto sia ottenuto con almeno l'85% del vino dell'annata di riferimento, che va indicata in etichetta."
Il controsenso può essere il limite del 85% anziché totalità, questo è vero, ma da qui a dire che non vi è scritto ne corre... (non mi dica che lei non aveva letto bene il disciplinare: visto il ruolo che lei recitava sino a poco fa era cosa obbligatoria)
Rive
Da Asolo sino a Vittorio Veneto con il termine Riva o Rive, si intende il lato di una collina, ed allora visto che il vino è espressione del territorio quale nome poteva avere più adatto per indicare un vigneto posto in tale pendio?.
Il riferimento leghista, mi permetta, è battuta fuori luogo: perché il termine piemontese Sorì è ottimo mentre il termine Rive non va bene?   
Capisco che le rive, normalmente, sono sui fiumi e sui laghi, ma se nel comprensorio della produzione del Prosecco sono i lati delle colline è giusto adottare tale termine, non credo sia così difficile per il consumatore accettarlo.
Per lei è più facile spiegare cosa significa parcella quando parla(va) del 52 rispetto all'impegno che richiede la spiegazione di Rive? Se mi risponde si rido tutta la sera.... 
Certo, i produttori potrebbero riunirsi in assemblea e magari votare il termine "ladicomori" in sostituzione (che è acronimo di lato di collina molto ripido) oppure, se si vuole essere più rapidi oltre che ripidi, la parola Milima: significa collina in lingua swahili.
Metodo classico
Non voglio prendere le difese di nessuno, ma pensare che una metodologia di produzione sia inadatta per un vino senza neanche avere assaggiato i prodotti ottenuti adottandola è pura supponenza, ancor più se la persona che suppone non è un enotecnico....
In teoria neanche l'anfora adottata da Gravner si prestava per migliorare il vino di quella zona del Friuli, ma a ben vedere adesso sembra che i colleghi di Josko non possano vivere (ed ancora di più i clienti) senza tale accorgimento... io non dico che lei ha torto, ma la pregherei prima di assaggiare e poi di affermare l'opportunità o meno di ricorrervi.
Sbaglio?
Se mi sono permesso di scriverle questa lunga "lettera aperta" (che pubblicherò anche nel blog che curo) è solo perché lei ha scritto un'ottima disamina, talmente ottima che mi spiaceva vederla offuscata da tre punti in cui (a mio parere) lei ha preso un grande abbaglio.
Ringraziandola per avermi dato modo di esporre la mia idea cordialmente la saluto, promettendole che continuerò nel leggere (con piacere) il suo istruttivo blog, anche nel caso lei ritenesse superflue le mie osservazioni. 
Alessandro Carlassare

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A
<br /> E' come dire ai francesi che sbagliano a denominare un territorio "cote de blancs" perchè può essere confuso con la riva del mare ... uè ragazzi non siamo mica qui a farci ridere dietro dalle iene<br /> !<br /> <br /> <br />
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