Sono certo che leggendo il titolo tutti voi avrete pensato (visto che questo blog tratta di vino) che il chicco di cui voglio parlarvi sia l'acino d'uva, ovvero una bacca (chicco è un termine improprio ma ovunque accettato), ed invece no... io voglio parlarvi di un chicco malefico, spesso biancastro quando non trasparente, freddo, anzi gelato: il chicco di grandine!
Un chicco di grandine ha vita molto più breve di un chicco d'uva: non viene generato da una piante che necessita di cure e potature, controlli e fatica, non ha quiescenza invernale e non necessita di fioritura, non vi è alleggione o invaiamento, ne la maturazione!
Questo chicco non ha bisogno di 100 e più giorni per caratterizzare il tuo anno di lavoro, a lui servono pochi minuti... e li caratterizza in modo devastante!.
Un chicco di grandine si forma durante un temporale: in termini semplici un temporale viene generato da una corrente ascendente che porta l’aria calda dagli strati prossimi al suolo verso l’alto, ed in questo moto l’aria sollevata verso l’alto si espande e si raffredda, facendo condensare il vapore acqueo in goccioline microscopiche.
Nel temporale la corrente ascendente continua ad innalzare le goccioline d’acqua portandole a temperature molto basse, inferiori allo zero, ed esse non congelano ma restano in uno stato liquido instabile (detto stato sovraffuso) dove solo presenza di un corpo solido potrà farle congelare: basta un semplice, microscopico, granello di polvere per provocare tale trasformazione.
L'altrettanto microscopico granello di ghiaccio appena formatosi (detto embrione di grandine) cadrà, ma poi verrà riportato verso l'alto dalle correnti ascensionali, entrerà in uno strato di aria sovraffusa (cioè con temperatura minore di zero ma con presenza di goccioline d'acqua ancora liquida) e crescerà "catturando" queste goccioline d'acqua su di esso..
Il chicco di grandine compirà molti cicli, salendo e scendendo, e tutte le volte nella risalita acquisterà un nuovo strato di ghiaccio facendo congelare su di sé il vapore sovraffuso che ha intorno, e quando sarà diventato sufficientemente grosso (e purtroppo pesante) la gravità avrà la meglio sulla forza delle correnti ascensionali ed esso precipiterà al suolo!
Miracolo della natura viene da gridare, peccato che qualche volta questo miracolo della natura piombi su di uno splendido vigneto, così come accaduto giovedì sera nei dintorni di Valdobbiadene, per la precisione su alcune zone di San Vito, San Giovanni e Guia.
In alcune zone questi chicchi hanno fatto danni lievi, ma in altre i danni sono pesanti, di quelli che costano bestemmie e sconforto, infine in altre (piccole ma preziose) ha ripulito tutto: come fosse giunto l'inverno nel vigneto ad estate appena iniziata!
L'anno vissuto attraverso un chicco, oggi, è quello dello grandine: l'anno lavorativo è finito, interrotto bruscamente e per colpe non certo riconducibili al viticoltore!
Assicurazioni, reti antigrandine, cannoni e razzi nulla possono di fronte alla forza della natura, rimane solo sconforto e dispiacere, ed il mio dispiacere si unisce al vostro amici viticoltori: sono costernato e dispiaciuto per quello che vi è stato sottratto.
Ma si sa, la natura oggi prende domani da: sono certo che il prossimo anno sarà quello giusto, quello dei grandi calici alzati senza remore per il piacere della nostro spirito e per il giusto compendio del vostro impegno.
A volte un anno si vive in attraverso un chicco d'uva, a volte un anno di lavoro si interrompe (in pochi minuti) per colpa di un altro chicco, di ghiaccio, peccato si dimentichino di ciò i tanti soloni che parlano e sparlano di vino (spesso a vanvera) che giudicano il prezzo del vostro vino non congruo, dimenticandosi che il prezzo a cui lo offrite risente anche dell'anno in cui nulla è stato raccolto, perchè sottratto da un chicco di ghiaccio!
AC