Che l'amore per lo Champagne sia "sentimento" che va ben oltre la mera passione per un vino lo sappiamo tutti: si ama lo Champagne perché, oltre ad essere la massima espressione dello spumante, esso è vino che ricorda gioia, successi, lusso, amori, vincite, ecc.ecc. al punto che la frase "occasione che meriterebbe un brindisi a base di Champagne" la utilizza anche chi lo Champagne non lo ama affatto!
Peccato che il troppo tenda a storpiare, ed i più bravi di tutti nello storpiare siano i commentatori sportivi: non esiste premiazione sportiva dove il momento della gioia coincida con "'innaffiata" del pubblico a base di spumante (con enorme dispiacere di noi appassionati) in cui al cronista non scappi la frase "ecco la doccia a base di Champagne"! E tale frase viene recitata sempre, anche quando il vino utilizzato è tutt'altro.
Succedeva (o forse succede ancora) al bravissimo Guida Meda, il quale non si è ancora reso conto che Freixenet, da anni testimonial del Motomondiale, è un Cava spagnolo e non lo spumante di Reims... succede spesso al cronista che segue il Giro d'Italia, il quale non osserva l'etichetta: da anni sono gli spumanti Italiani ad essere "sprecati" per l'operazione festeggiamento, non quello prodotto dai cugini d'oltre alpe... succede al cronista del Basket, della Pallanuoto, della Pallavolo, dello sci e di ogni altro sport in cui sia d'uopo aprire una bottiglia di spumante!
Ed è successo anche sabato sera ai telecronisti della partita Roma-Milan, quella che ha sancito l'attribuzione del 18° scudetto per la squadra milanese: "doccia a base di Champagne", "tutti innaffiati dallo Champagne" "ecco i bottiglioni (?!?) di Champagne" e via di questo passo.
Peccato che anche un modesto appassionato di vino si sarebbe accorto che il doppio magnum utilizzato era dell'italico Franciacorta, per la precisione Cà del Bosco Cuvèe Prestige... bastava guardare con un minimo di attenzione, lo si poteva intuire anche da chi c'era in campo a festeggiare: Maurizio Zanella, patron dell'azienda di Erbusco, è stato inquadrato più volte, ma partendo dal fatto che i cronisti non lo conoscano bastava (lo ripeto) leggere l'etichetta.
Persino la Gazzetta, la mitica rosa, sbaglia in pieno: guardate la didascalia della foto in cui Cassano viene immortalato nell'atto d'innaffiare mister Allegri con lo spumante, essa recita "Massimiliano Allegri, 43 anni, si becca una doccia di champagne", e nel fotogramma si vede in primo piano la dorata etichetta con la scritta Cà del Bosco...
A questo punto mi chiedo se i cronisti sono così distratti anche quando sostengono di vedere un fallo da rigore...
AC