Ogni volta che si parla di vino, che si legge di vino, che si dibatte sul vino è tutto un fiorire di parole tipo tradizione, aderente al territorio, espressione del territorio, autoctono, locale, e chi più ne a più ne metta!
Il florilegio di tali termini mi porterebbe a pensare che il nostro amato prodotto dovrebbe essere raccontato (meglio, descritto) con l'uso del dialetto, la lingua locale, in modo di dare la massima rappresentazione di ciò che un vino realmente è: il testimone del luogo dove viene prodotto!
Peccato che oggi, curiosando in rete, io abbia appreso che questo fine settimana a Roma si inaugurerà il Roma Wine Festival, a Milano Food Week, a Firenze Wine Sensation, ancora a Roma The Wine Club, che ci si appresta ad andare a Wine Story oppure a Napoli Wine& the City raccontando cosa si è bevuto lo scorso fine settimana all'Orcia Wine Festival anzichè alcune settimane prima a mostre come Vinitaly oppure Vinnature, e potrei continuare con molti altri esempi!
Certamente Dante si starà rivoltando nella tomba ed il Grande Alessandro (non Magno, bensì Manzoni) vorrebbe affogare molti contemporanei in Arno....
Promotori, comunicatori, organizzatori degli eventi nel mondo vino, che ne dite di (ri)dare una letta a qualche bel classico scritto nella nostra meravigliosa lingua?
Infatti, a ben vedere, il vostro Italiano ha bisogno di una decisa rinfrescata!
AC