Devo essere onesto ed ammettere la mia indecisione sul titolare questo post come sopra leggete oppure con frase più cattiva, ma tant'è: è il succo che per noi conta, non la forma... (e quando si parla di vino, specie in periodo di vendemmia, la parola succo è più che mai centrata!).
Non ho idea se voi che mi leggete (ed un grazie per la vostra attenzione è sempre il minimo) "rovistate" come me la rete alla ricerca di articoli sul vino, ma se lo fate credo che oggi sia giornata dove il vino è realmente di tutto e di più: è bistrattato, enunciato in modo scorretto, identificato come prodotto da brand (che male abbiamo fatto noi italiani per far si che i dirigenti - la parola manager non la uso - ricorrano sempre al vocabolario inglese?) e chi più ne a più ne metta....
Già l'Ansa ci comunica che in Friuli, precisamente a Rosazzo di Manzano (Udine) si insedierà stabilmente il gruppo Winehealth Internsational (ancora l'inglese...) che altro non è se non un gruppo di scienziati, circa 50, impegnati nel dimostrare che il vino non solo non fa male, ma anzi fa bene (vedi link). Come ha scritto un paio di giorni addietro Angelo Peretti, diciamo basta a questa pantomima: il vino è alimento buono, che allieta i nostri momenti migliori ed è insostituibile, ma se dovete propugnarcelo come succedaneo di qualche medicina bevetevelo voi: il vino lo si beve per perché piace, non perché "fa bene"! (quello è ruolo da dolce Euchessina....). Si prosegue con un'intervista, su osservatorio finanziario, a David Rossi responsabile area comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, il quale annuncia la nascita di 1472, il marchio del MPS. (vedi link) E quale miglior prodotto, marchiato 1472, può essere il testimonial ideale? Ovviamente delle bottiglie di vino, scelte non perché buone, emozionanti o altro, ma perché Per la loro natura, sono prodotti in linea con l’identità del brand (parole testuali!).
Nel mio peregrinare di prima mattina mi imbatto poi nell'AGI (fonte inesauribile di perle enoiche...) la quale comunica la nuova iniziativa del Simposio dei Lambruschi, iniziativa che neppure leggo visto che leggere qualcosa promosso da un gruppo che declina al plurale il nome Lambrusco in Lambruschi mi deprime. (a scuola, classe prima elementare: i nomi, tra cui anche quello dei vini, non si declinano mai al plurale!!!!!!) Peccato, il Lambrusco mi piace pure.... (qui)
Ed infine leggo su repubblica.it l'iniziativa promossa da Fattorie Sant'Appiano, ovvero quella di "adottare un vigneto"! (link ) Chi mi legge da tanto sa bene come la penso su tali "adozioni" (vedi Adottare un vigneto? Una mucca? E perché non una Coldiretti efficiente?) ma apprendere che dopo aver sborsato 100 euro per divenire soci adottatori "si potrà scegliere il filare da adottare, i soci potranno inoltre partecipare ad alcune tipiche attività aziendali come la potatura da gennaio a marzo, la legatura a marzo e aprile, la vendemmia a settembre, la svinatura e la degustazione ecc. ecc." mi fa impazzire: un bel po' di lavoro a gratis a favore dell'azienda (con svarioni che neppure immagino: potare una vite richiede perizia che non si apprende in un weekend) e scene degne di bella figura stile "fuga dalla città" o B-movie di tale genere. Forse (anzi, senza forse) è meglio torni a leggere Rizzari e Gentili, Ziliani, Peretti, Massobrio ed i tantissimi altri che meritano ogni secondo impegnato nella lettura!
AC