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La vendemmia è una festa! (per chi non vi partecipa...)

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Digitate su Google la frase festa della vendemmia, vi compariranno qualcosa come 111.000 risultati... date un'occhiata ai giornali locali e troverete con facilità, nella sezione "eventi - feste tradizionali - iniziative", un bel po' di sagre dal titolo festa della vendemmia... non per ultimo vi assicuro essermi arrivati non meno di trenta inviti, da parte di aziende di una certa dimensione, per partecipare alla festa della vendemmia organizzate dai vari staff all'interno dell'azienda stessa! (con l'occasione ringrazio tali aziende per l'invito).
Mi chiedo però, retorica a parte ed escludendo il significato della parola festa quale traguardo delle fatiche di una anno, che senso abbia l'utilizzo della parola festa: la vendemmia è una fatica immane, altro che festa!
Non comprendo infatti perché la stampa, specie quella generalista, bolli come una festa l'operazione di vendemmia: avete un amico viticoltore con cui potete parlare francamente? Bene, chiedetegli com'è la vera vendemmia, quella che non tiene conto del pubblico e dei media, e chiedetelo adesso prima che si dimentichi gli sforzi appena fatti! (la vendemmia è come un parto dall'esito positivo: dopo i primi giorni dimentichi il dolore e guardi solo con gioia il figlio ricevuto).
Innanzitutto la vera vendemmia non ha orari: ti alzi all'alba o prima, e come prima cosa (ancor prima di andare in bagno a lavarti la faccia) guardi la situazione atmosferica ed ascolti le previsioni meteo: gli emuli nipoti del grande Edmondo Bernacca godono di popolarità incredibile nei mesi di settembre-ottobre presso i viticoltori. (ed anche negli altri mesi...)
Poi, dopo colazione (fatta in fretta: anche nelle belle case rurali le colazioni del mulino bianco si fanno in altri periodi), si scende subito in cantina a controllare la situazione dell'uva spremuta la sera precedente e l'evoluzione dei mosti in fermentazione. Assolte le operazioni di travaso e controllo, che richiedono un bel po' di ore, ci sarà la preparazione dei trattori, dei cesti, delle secchie e quant'altro, poi, a seconda del tempo (se arriva la perturbazione monstre annunciata in TV è situazione da thriller) e stato delle uve si programmerà vigneto ed orari di raccolta.
Nelle aziende medio-grandi ci saranno enologi che per l'intero giorno rimarranno in cantina indaffarati come non mai, nelle più piccole l'enologo contribuirà anche a parte della raccolta.
Poi via, verso il vigneto, con l'obbiettivo di lavorare, lavorare e lavorare... certo alcune pubblicità ci fanno vedere splendidi vigneti in pianura e baciati dal sole (quelli che ho conosciuto io sono ripidi, tanto ripidi) ma la situazione non è sempre idilliaca, comunque sia lo svolgimento è sempre uguale: buona parte delle persone raccoglieranno l'uva avendo cura di scegliere e pulire, ed è operazione tanto bella quanto noiosa, appiccicaticcia, e snervante dopo la terza ora (specie al dodicesimo giorno consecutivo), altre persone porteranno l'uva dal filare sino al trattore, e se la situazione si svolge in piano questo è un quasi "piacere", ma se si svolge in ripide colline diventa attività degna dell'Iron man edizione su percorso lungo!
E tutto questo prosegue per l'intero giorno, sino al tardo pomeriggio e/o spesso sino a quando la luce permette la raccolta. Nel frattempo i trattori fanno la spola continua tra vigneto e cantina per la pigiatura.
All'imbrunire via tutti dal vigneto, belli sporchi, stanchi e magari con il "ricordo" rimediato per qualche bella puntura di vespa (che, non me ne vogliano i giornalisti filo-biodinamici, abbondano in tutti i vigneti), assieme ai raccoglitori partirà anche l'ultimo carico d'uva. 
Se i raccoglitori godranno del meritato riposo per i cantinieri le cose sono ancora lunghe: dopo l'ultima spremitura ci sarà il lavaggio scrupoloso di tutta l'attrezzatura, il pompaggio dei mosti nella vasche di fermentazione, i controlli analitici, l'avvio dei mosti, ecc. ecc., e se tutto va bene e senza intoppi le luci della cantina si potranno spegnere poco prima che l'orologio batta i dodici rintocchi che annunciano il nuovo giorno, in caso contrario (come spesso accade) queste non si spegneranno affatto! 
Ed il giorno dopo, sabato o domenica incluse, tutto ripartirà da capo.
Qualcuno la chiama festa della vendemmia: sicuramente è qualcuno che non vi partecipa!     
 
AC
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A
<br /> Tutti quanti lavorano in agricoltura sanno perfettamente che per "far bilancio" le settimane di lavoro intenso sono tutt' altro che festa . La vendemmia in primis , la trebbiatura , la<br /> demonticazione , la fienagione etc. Tutti periodi cruciali , dove le ore della giornata e le giornate senza pioggia non sono mai troppe ...<br /> Ma visto che produciamo per il mercato , può risultare utile sfoggiare un po' di "Mulino Bianco" , il consumatore che vive in città , è più attratto e coinvolto da idilliache feste , che da<br /> giornate dove ci si fa un c... così . Quindi dato che quasi nessuno di città viene a darci una mano utile in quei periodi, tanto vale diffondere un' immagine di festa , alla lunga qualche bottiglia<br /> in più forse si venderà .<br /> Santé .<br /> <br /> <br />
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D
<br /> Bella questa discussione sulla vendemmia! Credo che la vendemmia (perlomeno la mia!!) sia molto diversa da quelle che si vedono in tv dove sono tutti belli puliti sorridenti con le ceste in un bel<br /> prato in pianura e finiscono sempre tutti dentro un tino a pigiare a piedi scalzi. Per me la vendemmia è un rito, è un momento d'incontro con la mia famiglia o quel che ne resta visto che ormai la<br /> maggior parte dei miei cugini preferisce restare in ufficio... così ci troviamo in pochi giovani e parecchi over 60. Io non rinuncio è una fase importante e voglio esserci!! Di certo non la<br /> definirei una "festa", al mattino presto vado con mio padre a controllare se l'uva è abbastanza asciutta per essere vendemmiata, e generalmente cominciamo dal vigneto più alto dove il sole arriva<br /> prima. Ancora prima di cominciare a vendemmiare siamo stanchi per aver camminato venti minuti in salita, poi si vendemmia, i piedi stanno sempre in strane posizioni perchè in collina i filari non<br /> sono esattamente pianeggianti o belli larghi da permettere di stare comodi, a mezzogiorno panini seduti per terra e poi di nuovo a vendemmiare. la sera per gli uomini c'è il loavoro in cantina,<br /> mentre le donne preparano il pranzo per il giorno dopo. di media ci alza alle sei e mezza e si va a dormire dopo la mezzanotte. Se passate per colbertaldo alle due di notte trovate ancora qualche<br /> trattore che rientra dopo aver aspettato di scaricare e le cantine più grosse hanno ancora le luci accese. La cosa bella è che qui è così per tutti, siamo tutti sporchi, appicicaticci, spettinati,<br /> e malvestiti. Bè più che una festa lo definirei un rave party!!<br /> <br /> <br />
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P
<br /> In realtà credo che diciamo la stessa cosa, la vendemmia è una cosa seria e l'agricoltura non è certo un mestiere facile anche perché la fase agricola è solo un precursore di quella imprenditoriale<br /> e commerciale..<br /> <br /> A me piace pensare che la vita del vignaiolo artigiano ( come altre figure artigianali ) si distingua da quella di un qualsiasi altro imprenditore industriale per una cosa sola.<br /> <br /> Noi traiamo la nostra soddisfazione già da quando nelle nostre mani teniamo il frutto delle nostre fatiche e lo valutiamo oggettivamente valido. ( quando fai un gran vino godi )<br /> <br /> Altre categorie devono aspettare di aver monetizzato il frutto del loro lavoro per comprarsi le loro soddisfazioni col denaro che ricavano.<br /> <br /> Per questo credo tu possa capire cosa intendo quando ti dico che la vendemmia è una "festa" ..<br /> <br /> <br />
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A
<br /> Alessandro, leggendo la risposta che lei da a Paolo il suo post mi risulta più comprensibile, prima era leggermente fuori fuoco. Grazie<br /> <br /> <br />
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P
<br /> Non penso si possa fare altro che aceto entrando in vigna inaciditi... :-DD<br /> <br /> <br />
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