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L'importanza di chiamarsi Ernesto! (pardon, Prosecco)

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Il titolo della bellissima opera di Oscar Wilde, The Importance of Being Earnest, è intraducibile questo è vero: il titolo originale infatti usa un gioco di parole fra l'aggettivo "earnest" (serio, affidabile od onesto) ed il nome proprio di persona "Ernest" che in inglese ha la stessa pronuncia, e per noi italiani ciò rende vacuo il senso dell'intera opera se non la si legge.
Ma premesso questo basta chiamarsi Ernesto per essere scambiato per il fratello (inesistente) che vive in modo debosciato in quel di Londra?
Questo non lo so, ma di sicuro basta chiamarsi Prosecco, quando in realtà sei una semplice Glera di pianura, per guadagnare quella fama e quel valore che non dovresti assolutamente vantare!
Se a qualcuno sembra assurdo quanto sto scrivendo mi spiego meglio: qualche anno fa esisteva un'uva, Prosecco, coltivata con perizia sui colli che da Valdobbiadene vanno a Conegliano e in quelli dell'Asolano, in altre zone (praticamente) zone non esisteva.
.Non voglio entrare in merito alle qualità del  vino: buono meno buono, valido oppure no, ognuno vanti la propria idea, ma come tutti ben sapete questo vino, soprattutto in versione spumantizzata, ha avuto un successo incredibile ed innegabile, e siccome i successi degli altri genera sempre invidie che sfociano in scopiazzature e maldestri tentativi d'imitazione ecco che il mondo intero inizia a piantar Prosecco: in Brasile ed in Argentina, Australia e Sud Africa (visto una bottiglia otto giorni fa), e in gran parte del nostro Bel Paese.
Per contenere i tentativi d'imitazione si è ricorsi alla riserva del nome con l'affaire Prosecco (inteso come paese anzichè Prosecco come uva) che credo voi tutti conosciate, e questo ha creato la DOCG Valdobbiadene-Conegliano e Colli Asolani, ma purtroppo ha anche generato una DOC Prosecco generosamente elargita, e di cui i produttori stanno approfittando come non mai.
Risultato? Un tutto sommato vino senza arte ne parte (non mi si venga a dire che l'uva coltivata nella piana vicentina anzichè nel pordenonese ha gli stessi gusti di quella che proviene dai ripidissimi pendi della DOCG! Ed anche fosse simile qualcuno mi spieghi perché il vino rimane comunque lontanissimo parente) che però ha l'appregiativo di valere euro 1,20 - 1,30 al litro, prezzo in cisterna all'ingrosso! (e/o se preferite 75-80 centesimo al chilo per dell'uva con quantità autorizzata di 180 quintali per ettaro, regolarmente sforati, e con coltivazione in pianura piena). Per zone che nulla hanno fatto per costruire tale successo è un gran bel risultato, anzi ottimo.
E' già: l'importanza di chiamarsi Ernesto, pardon, Prosecco è proprio tanta!
 
AC
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C
<br /> Visto con i miei occhi, oggistesso: Villa del Conte (PD) no, non quella del romanzo... Tenuta La Rasera: un buon ettaro vitato a ..... Prosecco (dichiarato!).... meno male che hanno fatto la<br /> docg...<br /> <br /> <br />
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C
<br /> E'vero, anzi verissimo, quello che dici, ma non è il primo caso che si registra, e non solo in Italia.... dal Chianti, al Bordeaux al Gewurtztraminer alsaziano.... se ne produceva il doppio di<br /> quello che avrebbe dovuto risultare...si lo sappiamo, un tempo i controlli non erano così severi... in ogni caso di furbi non si è mai lamentata carenza......<br /> <br /> <br />
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L
<br /> Il suo commento caro AC non fa una piega! ben facile è fare di tutta l'erba un fascio, e far passare tutto per prosecco compreso quello che non lo è! ho visto in UK un vino rosè di oscura<br /> produzione con una grande scritta sull'etichetta che si leggeva Prosecco! di dove, cosa e quando impossibile a dirsi! ed il prezzo: neppure sulle 3 sterline! Ma cerchiamo di essere positivi e di<br /> non farci scoraggiare dagli eventi: il nostro caro Prosecco docg avrà presto la sua rivincita, e se lo merita tutta con la fatica che si fà per curarlo e vendemmiarlo in quelle belle ma tanto<br /> ripide colline nella zona di Valdobbiadene e dintorni. E come dice lei, diamo onore al titolo del bel romanzo che cita nel titolo: l'aggettivo e sostantivo inglese "earnest" deriva da una antica<br /> voce germanica che significa ardore in battaglia, pertanto combattivo e pieno di furore bellico, poi passò agli altri significati di fervido e sincero. Nell'inglese moderno "to be in earnest"<br /> significa "fare sul serio" e per le signorine protagoniste del racconto tale nome è "una garanzia di qualità".Ed allora chissà che il Prosecco vinca questa battaglia! e per citare Wilde: mi sai<br /> dire perchè nelle case degli scapoli la servitù beve solo prosecco (chiede Agenore al maggiordomo Lane)? Attribuisco il fenomeno alla qualità superiore del vino, signore-risponde il maggiordomo-ho<br /> avuto spesso modo di notare che molto di rado il prosecco è di buona marca nelle case delle persone sposate.<br /> Nel libro originale si parla di champagne ma forse a questo punto un divorzio ci vorrebbe nel mondo vinicolo, ed allora che il prosecco sia uno solo: il docg!<br /> <br /> <br />
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