Se la frase del titolo, frutto dell'errore di uno sconosciuto bambino napoletano ed a noi tutti nota attraverso l'omonimo libro del maestro Marcello D'Orta, non fosse già conosciuta ed abusata potremmo rischiare di ritrovarla in un qualche documento pubblicato da e/o per conto dell'Associazione Città del Vino: oramai le conclusioni che scaturiscono dalle varie indagini, sondaggi o studi sono talmente banali che solo simili errori potrebbero raccogliere l'attenzione di chi legge!
Volete sapere a quale conclusione è giunto l'ultimo studio condotto del Censis (altro splendido carrozzone) commissionato dall'Associazione Città del Vino? Che per rendere interessante la visita ed il soggiorno in una delle Città del Vino, la cui prerogativa è la presenza nel proprio territorio di importanti cantine, vigneti, ristoranti, musei del vino o Strade del Vino, è punto fondamentale avere un'ottima qualità del vino prodotto! (vedi qui ed anche qui) Sbalorditivo, non ci saremmo mai arrivati da soli: io credevo che la moltitudine di eno-turisti che frequentano Montalcino o Montepulciano, vi si recassero per la presenza di capienti Uffici Postali, non per l'eccelsa qualità del vino che vi si produce, ero certo che i turisti che trovi a Neive o Barbaresco preferissero questi paesi ad altri per l'altitudine che vantano sul livello del mare, ero sicuro che a Cormons ci si andasse per godere del frequente passaggio di macchine con targa Slovena, non per il vino... invece lo studio condotto dal Censis-Città del Vino, per fortuna, dicono altra cosa!
Paragonassimo lo studio condotto ad uno applicato al mondo del calcio, ci verrebbe rivelato che la principale prerogativa per vincere una partita è quella di segnare un gol in più dell'avversario!
Certo che siamo fortunati ad abitare in Italia dove esistono queste associazioni-perla (scritto con le e, non con la i, anche se la voglia...): fossimo Francesi, Spagnoli o altro ci saremmo dovuti arrivare da soli! Amen
AC