Evidentemente non bastava la brutta immagine cui spesso puoi assistere quando sei al ristorante, ovvero quella di persone impegnate come non mai nell'inviare sms da cellulari, mail da palmari o altro finché sono sedute a tavola (trovare due minuti di tempo prima di entrare o appena usciti dal ristorante è troppo difficile?), adesso l'abuso della tecnologia ci costringerà, anche se nolenti, nel consultare cataloghi elettronici per scegliere il vino con cui pasteggiare!
Come potete leggere infatti nelle food-news dell'Espresso/Repubblica (qui) al ristorante SD26 di New York è stata introdotta la carta dei vini elettronica, novità dell'anno! (???) Si naviga utilizzando un piccolo palmare, con uno schermo a colori di 9 pollici e tecnologia touchscreen, la ricerca avviene in modo semplice partendo dalla scelta base tra vini rossi, bianchi, rosé, spumanti o vini dolci: dopo una breve attesa compare sul palmare la scheda completa della bottiglia scelta, con indicato paese di provenienza, vitigno, produttore, regione, denominazione e prezzo.
Il titolare di SD26, Tony May dichiara che "la gente non ha più voglia di scegliere il vino sfogliando grandi libroni rilegati in pelle". Da qui l'idea di creare una wireless wine list che include un migliaio di etichette, aggiornata in tempo reale, con novità e consigli mirati a seconda della stagione e del menu.
Non comprendo se questa diavoleria è solo un modo per evitare il costo del sommelier, irrinunciabile se hai una grande cantina, oppure un modo di farsi pubblicità, pertanto mi chiedo: siamo certi che la gente non ha "più voglia di scegliere i vini sfogliando grossi libri?", che differenza vi è tra sfogliare un grosso volume e vedere la stessa cosa in un palmare? Forse nessuna...
Se in cantina hai migliaia di etichette (come nel caso di SD26) l'unico aiuto ti può venire dal sommelier, non dalla diavoleria elettronica: quella non può interpretare le tue voglie o aspettative del momento, quella non è in grado di esprimere un'opinione, un parere, una forzatura.
L'unica cosa utile (per il proprietario del ristorante, non certo per il cliente) è la capacità di correggere il prezzo di un vino nel caso questo ottenga un'ottima recensione dal guru di turno....
Certo che sembra un controsenso: il mondo del vino si sta sforzando sempre più di tornare a metodi naturali e meno invasivi tanto in vigna quanto in cantina, si cerca sempre più di rispettare il trascorrere del tempo e di perpetuare le tradizione (il che non significa ancorarsi al passato) poi arriva il genio di turno e dice "agenda elettronica" e viene a scomparire una delle poche interazioni umane che hai all'interno di un ristorante: quella con il sommelier!
Non ho nulla contro le agende eletroniche (le uso volentieri, ed anzi nel mio Iphone ho scaricato, come prima applicazione, I Vini d'Italia 2010 dell'Espresso), ma al ristorante sono all'antica: librone in pelle e sommelier che mi dia la sua impressione sulla scelta effettuata o anche un bel consiglio in base al cucinato del giorno!
Altro che carta elettronica dei vini!
AC