Ieri sera stavo impostando il mio accredito, via web, al Merano Wine Festival (che si svolgerà dal giorno 5 al giorno 8 novembre prossimi) quando lo sguardo mi è caduto sui vari eventi presenti in home page: bio&dinamica, Wine, Culinaria, BeerPassion, AcquavitaeLiquores... devo ammettere che la prima sezione mi ha incuriosito molto, non tanto per il tema trattato o per il fatto che il webmaster realizzando il sito l'ha scritta completamente in minuscolo (a differenza di tutte le altre sezioni) quanto per l'ostinazione di voler presentare, per l'ennesima volta, vini provenienti da viticultura biodinamica in una sezione racchiusa a sè!
Se comprendo il produttore che segnala in etichetta il metodo di coltivazione adottata, non comprendo (e non capisco) quelli che si ostinano nel differenziare i vini ottenuti da vigneti tradizionali da quelli biologici o biodinamici nelle varie mostre o concorsi, perché mai?
Perché deve esistere una parte di esposizione dedicata solo ai vini biodinamici? Sono forse degli appestati che vanno confinati in una sorta di lazzaretto anzichènò in una parte elitaria loro dedicata?
Perché deve esistere il Tre Bicchieri "normale" e senza aggiunte ed un Tre Bicchieri con la sottomenzione "verde"?
Perché nei cataloghi di alcuni importatori si evidenzia la provenienza biodinamica dei vini?
Forse per giustificare una sostanziale differenza di prezzo (adducibile solo all'esosità dell'importatore: certi vini all'estero costano, franco enoteca, un terzo del prezzo praticato in Italia) oppure per prevenire eventuali critiche sui vini difettosi? (difetti dovuti non al metodo di per se, ma alle cattive conoscenze del produttore: la produzione di vini torbidi ed acetosi si deve solo all'incapacità dell'uomo o alla totale assenza di ogni suo intervento!).
Un vino è un vino, indipendentemente dall'ideologia che ispira il produttore e da cosa egli fa in vigneto! Sia mai che un giorno si voglia differenziare i vini da viti potate a Guyot da quelli a Cordone Speronato anzichè il Doppio Capovolto.
Forse nel torneo di Wimbledon si differenziano le categorie per ordine di religione praticata? E le classifiche d'arrivo della maratona di New York differenziano i biondi dai castani ed i calvi dai capelloni?
Non mi sembra che al Festival di Sanremo vengano premiati cantanti vegetariani posti in sezioni differenti dagli onnivori...
Per rispetto, tanto dei produttori tradizionali quanto di quelli biologici e biodinamici, avrei piacere di trovare (almeno nelle manifestazioni e nelle guide) gli uni accanto agli altri, senza differenziazioni di idee o ispirazioni che vengono acutizzate come non mai proprio nel nostro paese!
(e se proprio dobbiamo separare qualcuno mettiamo "nell'altra stanza" chi ricorre a trucchi e belletti per modificare il proprio vino!)
P.S. rammento un incontro avuto 6-7 anni fa con la nuora di un famosissimo produttore Francese: alla mia domanda sul metodo di produzione adottato (che sò essere biodinamico) la lapidaria risposta, accompagnata da un candido sorriso, fu la seguente: "lei giudichi il mio vino, quello che facciamo in vigneto non è compito suo..."
AC