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La guerra dei poveri

bevo troppo

Mi spiace per i molti opinionisti, politici, tecnici, giornalisti, commentatori e presunti esperti del settore che si ostinano a gridare, in modo pernicioso e fastidioso, per richiamare l'attenzione sul "pericoloso aumento" (?) di consumi delle bevande alcoliche, ma la realtà è esattamente opposta a quella gridata: basta controllare i dati reali dei consumi per rendersi conto di come la quantità pro-capite di assunzione di bevande contenenti alcool sia precipitato negli ultimi anni: la quantità di vino si è dimezzata nell'ultimo secolo (è cresciuta solo la qualità, per fortuna), liquori e i distillati hanno subito un tracollo inimmaginabile, constatabile anche dalla numerose aziende che hanno chiuso i battenti negli ultimi 15 anni (e visti i dati dell'Agenzia delle Dogane, vedremo quante saranno quelle che chiuderanno nei prossimi mesi), solo la birra vanta un rapporto differente, merito (o colpa, secondo alcuni) di una proposta qualitativa maggiore (birrifici artigianali), e di una pubblicità massiccia ma piacevole.
Il perché di tali riduzioni è cosa nota a tutti: maggiore attenzione all'aspetto salutistico nel vivere quotidiano (noi appassionati, per primi, sappiamo che l'eccesso fa male), un approccio al bere sempre più votato alla ricerca del piacere edonistico che non alla "necessita" del bere (un esempio a caso l'apporto calorico: esigenza presente appena settant'anni fa, ed oggi  - per fortuna - scomparsa), ecc. ecc.,  ma il motivo principe del bere meno, in questo momento, è dovuto all'etilometro: non sono certo il solo a dire che l'introduzione di serrati controlli con l'utilizzo di tali apparecchi abbia cambiato l'approccio al bere vino, liquori, distillati e birra, al punto che potremmo tranquillamente dividere l'ultimo decennio in "prima dell'etilometro" e "dopo l'etilometro"!
La paura di vedersi sospesa la patente ha indotto una morigeratezza impensabile nel consumo di bevande alcoliche: scendono i consumi nei bar, scendono quelli nei ristoranti, pizzerie e trattorie, e se qualcuno era abituato (magari al sabato sera) nel bere l'aperitivo ad inizio sera, due calici di vino nel corso della cena ed un digestivo alla fine della stessa, qual qualcuno ha dovuto rivedere le proprie abitudini eliminando giocoforza almeno uno dei quattro bicchieri (quattro bicchieri legislatore, non venti!) per ridurre la quantità di alcool introdotta.
Solo i consumi domestici hanno avuto minore flessione.
E visto che l'etilometro rileva la quantità di alcool nel sangue, indifferentemente dal prodotto con in cui lo si è assunto, qualche produttore fedele al detto mors tua vita mea, nulla ha trovato di meglio se non cercare di spingere l'opinione pubblica nel ritenere un ben preciso settore produttivo, ovviamente diverso dal suo, come quello responsabile del fattore "sballo".
Ecco allora che i produttori di birra inneggiano al basso grado del loro prodotto bollando tutto il resto come "pericoloso", i viticoltori accusano chi produce superalcolici dell'essere vera causa dello sballo del sabato sera, mentre questi ultimi rigettano le accuse sostenendo che gli appassionati conoscono bene limiti e difetti di tali prodotti, e che i ragazzi si sballano per colpa della droga e degli spritz bevuti prima di cena... insomma un'autentica guerra al massacro che nulla risolve, ed il cui unico pregio (lo scrivo in modo sarcastico, ovvio) è far apparire questo scambio di accuse come una squallida guerra dei poveri...
Mi permetto allora nell'invitare tutti ad abbassare la voce: non serve gridare, basta educare! 
Personalmente se bevo un aperitivo rinuncio al digestivo, se i bicchieri di vino a cena sono quattro anzichè due rinuncio a qualcosa prima o dopo (o entrambi), e se voglio bermi un ottimo liquore dopo cena mi regolo di conseguenza (se devo guidare, ovvio, altrimenti sono solo cavoli miei quel e quanto bevo).
Queste cose le spiego bene anche nei corsi di degustazione e vedo che ne raccolgo plauso e l'imitazione scatta immediata.
Fare la guerra a questo o quel prodotto serve solo a dare un'idea pietosa del settore, non certo ad evitare le stragi del sabato sera, e noi è questo che vogliamo!
 
AC 
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M
<br /> Venerdì sera, quasi centro di Padova, andateci e vedrete l'anticamera dello sballo: infiniti giri di spriz, ragazze con bottiglie di vino in mano da bersi a canna, bottiglie di birre<br /> dappertutto.<br /> Sembra che questo articolo riassuma quel che vedo io (non sono un bacchetta: 36 anni), tutta gente che non beve per piacere, ma per sballo, infatti poi vanno in cerca di magrebini che spacciano.<br /> Uno schifo<br /> <br /> <br />
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C
<br /> Di fatto le statistiche sono la contabilizzazione della realtà, ma sono slegate dalla stessa... E' evidente che c'entra sempre il buon senso, l'educazione e le abitudini alimentari e non. Inoltre<br /> cambiano i contesti... nel 1960 non c'era, o se c'era aveva dei problemi, un individuo di sesso maschile con un età compresa tra i 35 ed i 75 anni che non uscisse, la domenica sera, da qualche<br /> osteria o trattoria con almeno un litro di vino in corpo, ma tornava a casa a piedi o in bicicletta...Noi, ragazzi del tempo, frequentavamo discoteche o balere, che dir si voglia, si beveva di<br /> tutto e di più (mai vino) e si tornava a casa (tutti) entro le due di notte... il traffico era praticamente inesistente (a Milano, non a Roccacannuccia..)<br /> Se risaliamo a prima del secondo evento bellico, le statistiche non registrano nessun deceduto per incidenti durante gli weekend... Il bere è solo una delle concause di queste ecatombi...non<br /> l'unica...<br /> <br /> <br />
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C
<br /> <br /> Questo è più di un commento: è una postilla da leggere in tutt'uno con il post. Grazie<br /> <br /> <br />  <br /> <br /> <br /> <br />