Il perché di tali riduzioni è cosa nota a tutti: maggiore attenzione all'aspetto salutistico nel vivere quotidiano (noi appassionati, per primi, sappiamo che l'eccesso fa male), un approccio al bere sempre più votato alla ricerca del piacere edonistico che non alla "necessita" del bere (un esempio a caso l'apporto calorico: esigenza presente appena settant'anni fa, ed oggi - per fortuna - scomparsa), ecc. ecc., ma il motivo principe del bere meno, in questo momento, è dovuto all'etilometro: non sono certo il solo a dire che l'introduzione di serrati controlli con l'utilizzo di tali apparecchi abbia cambiato l'approccio al bere vino, liquori, distillati e birra, al punto che potremmo tranquillamente dividere l'ultimo decennio in "prima dell'etilometro" e "dopo l'etilometro"!
La paura di vedersi sospesa la patente ha indotto una morigeratezza impensabile nel consumo di bevande alcoliche: scendono i consumi nei bar, scendono quelli nei ristoranti, pizzerie e trattorie, e se qualcuno era abituato (magari al sabato sera) nel bere l'aperitivo ad inizio sera, due calici di vino nel corso della cena ed un digestivo alla fine della stessa, qual qualcuno ha dovuto rivedere le proprie abitudini eliminando giocoforza almeno uno dei quattro bicchieri (quattro bicchieri legislatore, non venti!) per ridurre la quantità di alcool introdotta.
Solo i consumi domestici hanno avuto minore flessione.
E visto che l'etilometro rileva la quantità di alcool nel sangue, indifferentemente dal prodotto con in cui lo si è assunto, qualche produttore fedele al detto mors tua vita mea, nulla ha trovato di meglio se non cercare di spingere l'opinione pubblica nel ritenere un ben preciso settore produttivo, ovviamente diverso dal suo, come quello responsabile del fattore "sballo".
Ecco allora che i produttori di birra inneggiano al basso grado del loro prodotto bollando tutto il resto come "pericoloso", i viticoltori accusano chi produce superalcolici dell'essere vera causa dello sballo del sabato sera, mentre questi ultimi rigettano le accuse sostenendo che gli appassionati conoscono bene limiti e difetti di tali prodotti, e che i ragazzi si sballano per colpa della droga e degli spritz bevuti prima di cena... insomma un'autentica guerra al massacro che nulla risolve, ed il cui unico pregio (lo scrivo in modo sarcastico, ovvio) è far apparire questo scambio di accuse come una squallida guerra dei poveri...
Mi permetto allora nell'invitare tutti ad abbassare la voce: non serve gridare, basta educare!
Personalmente se bevo un aperitivo rinuncio al digestivo, se i bicchieri di vino a cena sono quattro anzichè due rinuncio a qualcosa prima o dopo (o entrambi), e se voglio bermi un ottimo liquore dopo cena mi regolo di conseguenza (se devo guidare, ovvio, altrimenti sono solo cavoli miei quel e quanto bevo).
Queste cose le spiego bene anche nei corsi di degustazione e vedo che ne raccolgo plauso e l'imitazione scatta immediata.
Fare la guerra a questo o quel prodotto serve solo a dare un'idea pietosa del settore, non certo ad evitare le stragi del sabato sera, e noi è questo che vogliamo!
AC