L'e-mail spedita ieri mattina dell'amico Giampi aveva per tema il Prosecco (lui è persona granitica e tenace quando si tratta di fare promozione, divulgazione, vorrei dire proselitismo del Prosecco: il consorzio dovrebbe versargli un generoso obolo per quanto fa!), o meglio mi invitava nel leggere il post del giorno nel Blog di Andrea Scanzi, l'autore di quei due piacevolissimi libri sul mondo del vino che rispondono al titolo di Elogio all'invecchiamento e Il vino degli altri (due autentiche perle di freschezza in un mondo, l'editoria enoica, spesso asfittico e ripetitivo.), in cui si parla del vino di casa nostra.
In tale post (che voi potete leggere qui) Scanzi scrive a riguardo dello spumante prodotto da un amico del quale anch'io ho scritto qualche mese fa (qui): premessa la soddisfazione di vedere che la fotografia utilizzata è quella da me scattata per il mio post (non serve a nulla, ma sono quelle minuscole cose che ti danno un millimetro di gioia) ed il piacere di sapere che ha assaggiato e riconosciuto un Prosecco con la P maiuscola mi sorge un dubbio, ma perchè Scanzi ha scoperto solo oggi questo vino? Nessuno l'aveva avvisato? Possibile? Io stesso ero certo di avergli scritto per parlargli di quello e di altri vini, ed infatti sono andato a rileggermi le vecchie mail spedite (per pigrizia non le cancello mai) scoprendo che nel febbraio 2008 lo avevo fatto.
"Vabbè, sarò uno dei mille che gli scrive ogni giorno, mica può dare ascolto a tutti" penso tra me e me, e già che ci sono leggo un po' quante (veramente tante) mail ho scritto a recensori, giornalisti, divulgatori del mondo del vino che hanno affrontato il vino di casa nostra. Il tema sempre lo stesso: invitarli in zona per uscire dai soliti schemi e dalle convinzioni spesso precostituite che possiedono sul Prosecco.
Attenzione, con questo non voglio dire che io possiedo capacità, conoscenze o quant'altro per poter insegnare a gente che ne capisce infinitamente più di me in fatto di vino, io mi propongo solo come Cicerone (meglio, come Virgilio) per accompagnare chi più di me ne sa (vista la mia pozione super partes: non produco, trasformo, commercializzo, propagando o vendo un solo litro di Prosecco, ne sono legato a produttori o venditori, insomma un "puro") alla scoperta di vini o produttori loro sconosciuti.
Le risposte sono sempre gentili ma evasive: "grazie, appena possibile e sarò in zona la contatterò...", ed a oggi non ho visto nessuno.
Che c'è di male, penserete voi, vanno da soli e senza di te (chi ti credi di essere?) ed infatti io non scrivo questo post per orgoglio offeso o altro (nel vino non mi allargo: conosco bene i miei limiti e li riconosco) lo scrivo per disperazione: la disperazione di veder giudicati, magari bene, vini che in zona non berremo mai visto che il simil Trebbiano preferiamo berlo in versione ferma ed in zona di origine, non spumantizzato e spacciato per Grande Prosecco!
Capisco bene che il Prosecco non è il vino cui dedicare la propria vita, ma giudicarlo dall'esterno quello no: è uno spasso per me leggere le recensioni in cui si parla della Territorialità ed Identità che si riscontrano nei vini di YZ, quando so bene (visto che una domenica si ed una no mi diverto nel passeggiare tra i vigneti sui colli) che quel certo produttore preferisce lasciar marcire l'uva dei vigneti più impervi (dove coltivare costa fatica e sudore, come commentava ieri Andrea) comperando l'equivalente per ettaro nella più anonima, ma nello stesso tempo economica, pianura. E se voglio essere cattivo posso dire senza paura di smentita che lascia marcire anche l'uva dei vigneti più pianeggianti: sempre più economico comperare uva e/o mosti di pianura che avventurasi nella coltivazione.
Mi incuriosisce costatare come certi spumanti rivelino le "tipiche tracce del Prosecco di collina" quando sono invasi da lieviti aromatici in modo tale da impedire qualsiasi riconoscimento varietale.
Poche volte leggo cose esatte sul Prosecco: quando le scrive Sangiorgi, portato da Giampi tanto per cambiare (anche se sul Prosecco col Fondo Sangiorgi può ancora affinare le idee) Sabellico (con i limiti di un giornalista che ha un mondo che lo tira per la giacca) e pochi altri.
Persino collegandoti ai vari forum leggi boiate spaventose da chi vive fuori zona: "colpa" di una divulgazione non approfondita, sentita, vissuta, le poche cose giuste le scrivono il Grillo (immaginate chi è? proprio lui...) ed il bravissimo Luca Mazzoleni, poi il deserto.
Insomma amici produttori (bravi e capaci) se il punto di riferimento sono i Prosecco prodotti con uve coltivate ben distante dai vostri colli (produttore YZ, se ti fischiano le orecchie sono io), quelli fuori zona (come quello prodotto dalla Zonin), o peggio quelli che sanno solo di zucchero e banana la colpa non è vostra, ma di chi divulga: chi volete perda e sottragga tempo alle visite in Langa, Toscana, ed altre splendide zone per venire a scarpinare sui colli della Marca?
"Bevuto un Prosecco spumante li hai bevuti tutti" mi ha scritto un giornalista che reputavo eccelso, spero fossero tali anche i reflussi esofagei che gli possano venire!
AC