Personalmente trovo un po’ esagerata, oramai artificiosa (in alcuni tratti quasi stucchevole) la grande questione ultimamente sollevatasi nel mondo del vino su come debbano essere chiamati i vini “che hanno le bolle”: Franco Ziliani ci apostrofa dicendo che si deve evitare il termine spumante, Franco Ricci reguardisce noi tutti e ci tratta come ignorantoni se usiamo l’appellativo bollicine e Maurizio Zanella sottolinea come il Franciacorta sia solo Franciacorta, ed oramai leggere un blog o sfogliare una rivista a sfondo enoico somiglia sempre più ad un convegno dell’accademia della Crusca!
Preciso da subito come le loro iniziative possano essere corrette e giuste, il problema è che il mondo quotidiano viaggia su altri livelli: al consumatore non edotto (che, ricordo, è quello che fa realizzare i numeri) non gli frega un benemerito fico secco del termine che si deve utilizzare…. questi entra in enoteca e chiede quale sia lo scafale con gli spumanti, al momento dell’aperitivo chiede delle bollicine, e se il vino è di provenienza straniera etichetta tutto come Champagne!
Al limite, nei casi migliori, chiama il prodotto con il nome del singolo produttore.
Forse ho maggiori possibilità di frequentare la “base che beve” (infatti trascorro ancora molte ore nelle enoteche a curiosare tra scafali) e riesco a captare cosa chiede Mario, l’uomo che non trovi ai corsi ed alle degustazioni guidate, che non vedi alle manifestazioni di settore, ai convegni o altro: se costui ha un minimo di erudizione chiede il produttore (mi dia un Cà del Bosco, un Ferrari, un Ruggeri) altrimenti si rifugia nel sempiterno “mi dia uno spumante”, se vuole dare un’impronta giovane chiede “delle bollicine” ma i termini corretti non sa (ne vuole sapere) quali siano.
Sento persone domandare al commesso "il Bellavista è un buon Champagne?" figurarsi se persone simili si preoccupano di differenziare il Franciacorta dallo spumante! (e ringraziamo il cielo del fatto che costoro entrino in un enoteca anziché comperare in modo cieco al supermercato).
Qualcuno dirà che il signor Mario va educato, ed io rispondo che in questo momento il signor Mario va lasciato in pace: è già una fortuna che il suo metodo d’acquisto non si basi solo sul prezzo!
Al più cercheremo di “mettere in bolla” (locuzione idiomatica) il consumatore medio quando il periodo sarà migliore.
AC