Ieri, nel tardo pomeriggio, vengo informato da un caro amico del sequestro avvenuto in provincia di Treviso di 14.400 bottiglie di vino, destinato al mercato Britannico, ed etichettato con il nome Rosecco.
Accedo subito alla rete e trovo un articolo nel sito di OggiTreviso, dove viene riportato che "le 14.400 bottiglie di Rosecco – vino spumante Brut - Rosé, stavano per essere messe in commercio nel mercato inglese, e che forse (tanto forse nda) i produttori speravano di piazzarle giocando sull’assonanza dei nomi e sui colori delle etichette (?) per trarre in inganno i consumatori. La frode è stata smascherata dai funzionari dell’Ispettorato per il controllo della Qualità agroalimentare con sede a Conegliano".
Immediate, e sinceramente un po' roboanti, le dichiarazioni del Ministro Zaia: “La smisurata fantasia degli agropirati stava per colpire uno degli importanti motori dell'industria vinicola della penisola: il Prosecco. Questo è un tentativo maldestro di infangare i nostri marchi all’estero. Infatti le bottiglie erano in partenza per la Gran Bretagna e nell’etichetta era riportato con caratteri molti evidenti il termine “Rosecco”, che richiama in modo palese la denominazione d’origine Prosecco”.
Premesso che se io dovessi ingannare il consumatore finale non produrrei mai un vino Rosè chiamandolo Rosecco, bensì produrrei un vino Bianco riportante tale nome, mi permetto di notare che l'Ispettorato per il controllo della qualità agroalimentare è arrivato tardi, molto tardi .... (oppure nel giorno perfetto se, maliziosamente, volessimo vedere questo sequestro nell'ottica delle prossime elezioni regionali Venete)
Infatti, Signor Ministro, il "tentativo" è in realtà una truffa bella e buona che procede da anni: il mercato è invaso di Rosecco, e se ne era accorto persino un signor nessuno come il sottoscritto! Non ci crede?
Guardi un po' questi siti: innanzitutto la Marks & Spencer (destinataria del vino sequestrato come rivelato dalla rivista Decanter), lo ha in catalogo web da un bel pò, ed anche nel mercato Tedesco non perdono tempo: Treis vende il suo Rosecco (articolo 3335) già da un po', su Yatego troviamo il Rosecco rosè frizzante alla fantastica cifra di euro 3,99 a bottiglia (deprimente la nota descrittiva in cui ci viene chiesto se il Prosecco deve sempre essere bianco... sic!), e sarebbe comico, se non fosse tragico, scoprire che per Gustini (dal 2008!!!!) il Rosecco è lo slang per dire Prosecco in versione rosè...
Persino TheNewsTribune ci racconta, in vista di San Valentino, che non vi è nulla di più romantico di un calice di vino spumante, tra cui il Trevisol Rosecco, e ce lo descrive pure: "Trevisiol fa un bel Prosecco regolare, e ne fanno una versione Rosé. Se si lascia cadere la lettera P, si ottiene Rosecco". (che geni alla Trevisol!)
Pertanto mi chiedo se "la smisurata fantasia dei pirati agroalimentari stava per colpire" oppure se colpisce da anni (vedi Gustini 2008) e qualcuno se ne è accorto solo oggi....
Onde evitare scoperte dell'ultimo giorno mi permetto di ricordare che il Rosecco viene regolarmente prodotto in Germania (come il Pamersan e tante altre imitazioni) lo vediamo descritto nel sito di Menten che utilizza uve Dornfelder per tale sparklig wine (quello nella fotografia), oppure quello commercializzato da Just Presents e descritto nella pagina web come la versione Hip del Prosecco, e quello di Kurtrierer (assieme ad altre due dozzine di produttori, basta navigare per trovarne a decine e decine).
Certo, oltre al Ministero ed all'Ispettorato, anche in alcuni wineblog o foodblog si sono accorti solo oggi dell'esistenza del Rosecco (facendo i complimenti all'Ispettorato per la scoperta... ritardata), ma queste persone non sono stipendiate per controllare, fanno tutt'altro!
AC