Sinceramente la voglia di mettere on-line una bella immagine estiva con sotto la scritta scritto "chiuso per ferie, si riapre il 1° settembre" era tanta: complice il grande caldo, la stanchezza che sembra regnare sovrana ovunque ed il comprensibile disinteresse per il vino nella stagione estiva, avevo preso in seria considerazione l'idea di concedermi due mesi di "ferie" dal blog.
L'idea l'ho abbandonata per tre motivi:
Il primo l'avere letto sabato mattina un numero impressionate di mail (era da un paio di giorni che non aprivo la posta) scritte da lettori del blog i quali mi chiedevano il perchè del mio immobilismo, ed assieme alle mail una dozzina di messaggi in FB con identica domanda. (per questo chiedo scusa: provo sempre imbarazzo - come più volte scritto - quando vedo che lettori "cercano" i miei articoli ed io ripago così male la loro fiducia).
Il secondo l'avere visto le statistiche di frequenza al blog che, malgrado l'assenza di articoli, segnala sempre numeri notevoli.
Il terzo un paio di calici di vino sorseggiati nel caldo più assoluto, domenica scorsa, al riparo del portico di Madonna delle Grazie in quel di Colbertaldo: ero assieme ad amici quando, verso le 15.00, nulla abbiamo trovato di meglio se non aprire e confrontare tra loro un paio di superbe (e ben fresche) bottiglie di vino: da un Condrieau sino ad un Riesling Alsaziano, da un Recioto sino ad un Pinot Bianco altotesino.
Bere questi vini, confortati da una leggera brezza, mi ha fatto tornare in mente la bellissima frase scritta da Esiodo all'interno de Le Opere e i giorni, la quale recita così: Quando il cardo fiorisce e da un albero la cicala canora diffonde l'armonioso frinire battendo le ali è giunto il tempo dell'estate... all'ombra e con il cuore sazio, beviamo allora il vino generoso godendo del dolce alitare di Zefiro sul viso.
Se con un calice di vino fresco si poteva trovare conforto nel VII secolo avanti Cristo possiamo fare i difficili noi che abbiamo condizionatori, frigoriferi, seconde case in località di villeggiatura ecc. ecc.? Certo che no, quindi eccomi ancora qui sino a fine mese.
Magari farò interventi più brevi, ma con un principale indirizzo: parlare dei vini dell'estate. E siccome il Nemo propheta in patria (sua) non mi appartiene comincerò dal vino "di casa": per me quando si vuole bere un calice nel periodo più caldo dell'anno il re è uno solo: Il Prosecco col fondo!
A domani
AC