Possedessimo la mitica DeLorean DMC-12 progettata da "Doc" Emett Brown (nel film Ritorno al Futuro) per scorrazzare nel tempo non avremmo bisogno di regolare il Circuito temporale troppo distante: basterebbe indicare il 12 gennaio 2006, ovvero appena 5 anni fa, per accorgersi che il tanto popolare, decantato, lodato (o da qualcuno detestato) Prosecco Col Fondo, al di fuori dei confini di produzione, era assai poco noto!
Non dico sconosciuto perché di appassionati ed estimatori ne ha sempre avuti tanti ma di certo non era tipologia nota in ogni dove... oggi invece, almeno nei confronti di chi nutre una minima passione nei confronti del vino in generale, è alquanto noto.
Mi trovo infatti ad avere rapporti con amici Pugliesi anzichè Siciliani, Laziali oppure Marchigiani, e molti mi chiedono pareri su questo vino, spesso mi fanno anche assaggiare i loro acquisti e (purtroppo) mi trovo ad assaggiare di tutto e sentire di tutto!
Sarà perché non richiede quasi nessuna tecnologia per produrlo, o forse perché la sua storia non è nota fuori dalla zona di produzione, fatto si è che in molti si sentono giustificati nel produrre anche se la loro professione è tutt'altro, anzi è iniziata la "moda" del farsi produrre ed etichettare Prosecco col fondo a nome proprio, anche quando il lavoro di chi lo distribuisce è completamente al di fuori del vino, e questo ha portato ad una degenerazione: assaggio infatti dei Prosecco col Fondo dai gusti più disparati che vanno dal minerale a quello dei lieviti "aggiunti", da quelli torbidi a quelli limpidi, piacevoli o irranciditi, insomma mi sembra si stia andando verso la più completa anarchia.
Ed inoltre sento le storie più assurde: amici che mi raccontano di come il "produttore" (virgoletto perché spesso, come ho scritto poco fa, si tratta di venditori) abbia loro raccomandato di bere il vino solo dopo aver agitato la bottiglia, altri dopo un religioso travaso, alcuni lo indicano come vino a tutto pasto, altri come vino da aperitivo e stop... ripeto, l'anarchia!
Per questo, anche se in parte concordo con quanto mi ha detto uno dei più noti produttori di Valdobbiadene poco prima di Natale (il Col Fondo dovrebbe essere una chicca che tu cerchi in loco, non una cosa che si propone e si spedisce), nei prossimi giorni vorrei fare un po' di luce e dare qualche dritta agli amici fuori zona.
Sia ben chiaro che esprimerò la mia idea (per cui se qualcuno vuole contestare faccia pure: non la cambierò per questo) ma la mia idea è quella della tradizione: ricordo perfettamente quando, all'età di 6 anni, osservavo mio nonno e mio zio Giulio vendemmiare uva Prosecco (all'epoca, per fortuna, si chiamava così) sul colle di Sant'Anna in quel di Asolo per poi trasformarla in mosto e quindi Prosecco che sarebbe stato imbottigliato ai primi di aprile per divenire col fondo..., pertanto la mia esperienza (anche se all'epoca priva di assaggi - o meglio condita da assaggi molto furtivi) risale a ben 38 anni fa, e negli anni a seguire è stata presto integrata da assaggi seri: tanto nell'attuale DOCG Asolo quanto in quella di Conegliano Valdobbiadene. (casa mia dista 5 km in linea d'aria dalla piazza di Asolo e 14 da quella di Valdobbiadene)
In anni più recenti, dal 2001 in poi, ho potuto assorbire quanto possibile dai tantissimi amici produttori che ho il privilegio di conoscere nelle zone di Produzione: Colbertaldo di Vidor, Valdobbiadene, Pieve e Farra di Soligo, Conegliano, Refrontolo, Asolo ed altre zone di produzione, vivendo quotidianamente quelle zone, soprattutto la prima, ed il suo vino.
E le conoscenze che mi hanno trasmesso non sono state impartite solo con racconti, ma spesso condividendo l'onore (e la fatica) delle operazioni di produzione: vendemmia, vinificazione, travasi, imbottigliamento, evoluzione ed altro.
Insomma, il mio non sarà il parere da sprovveduto, e domani vedremo cos'è il Prosecco col fondo e chi l'ha fatto conoscere al grande pubblico (recentemente).
AC