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Quando Super Mario non è il Bros

mario

La persona che più mi ha insegnato in fatto di vino mi ripeteva sempre la stessa cosa: "Alessandro, dedica più tempo possibile per vedere e visitare vigneti e cantine (nell'ordine: sempre prima i vigneti delle cantine, sono più importanti), assaggiare vini con persone più competenti o edotte di te, e frequentare bravi produttori", e tale consiglio l'ho seguito, e lo seguo, da sempre con massimo impegno.
Sono tutti punti che sottolineo e consiglio a mia volta, ma oggi mi riallaccio all'ultimo aspetto, quello che mi ha donato il piacere di piacevoli, e spesso profonde, amicizie che mi gratificano soprattutto dal punto di vista umano prima ancora che da quello enoico: centinaia i produttori che ho conosciuto in tanti anni, e tutti hanno contribuito alla mia crescita in materia.
Tralasciando vincoli di amicizia se però potessi eleggerne uno come "produttore con cui trascorrere più tempo" non avrei nessun dubbio, questi sarebbe Mario Pojer, il produttore di Faedo.
Ho conosciuto Mario attorno ai primi anni '90 e ricordo molto bene l'occasione: si trattava di un corso organizzato presso l'Istituto di San Michele all'Adige in cui lui era docente ed io allievo. Curioso quest'uomo che ci raccontava di come prelevasse l'acqua nelle sorgenti di alta montagna per diluire il grado della Grappa che distillava nella sua azienda, e raccontava queste cose guardandoti dritto negli occhi (come si dovrebbe sempre fare tra uomini) ed era pertanto facile comprendere la passione e la convinzione che muoveva ogni suo atto.
Da allora ho avuto tantissime occasioni di frequentare Mario (ed in seguito Firentino) ma per me l'entusiasmo è sempre pari al primo incontro: uomo vulcanico dal punto di vista delle idee, che accompagna ad una rara capacità degustativa delle intuizioni tecniche uniche, sarebbe il consulente tecnico ideale per ogni cantina se non fosse che egli è già persona che dispensa e regala consigli e pareri senza mai vedere il collega come rivale, bensì come un amico unito dalla passione per lo stesso lavoro.
E' però il punto anedotti quello che a me più piace: casualmente fai un riferimento ad André Tchelistcheff (enologo di cui tantissime persone, ovviamente, ignorano l'esistenza) e lui ti racconta della volta in cui ha portato una Moka italiana alla moglie, ti riallacci alla cantina Australiana XY e lui ti narra della villa del proprietario, in cui era stato a cena, cosparsa di colonne provenienti dalla banca che anni prima aveva rifiutato un finanziamento, assaggi una bottiglia di Suternes e lui si ricorda dell'imbottigliatrice condivisa tra la cantina produttrice e lo Chateau vicino, per finire al produttore Renano che... insomma un uomo che dovrebbe scrivere un libro tanti e tali sono gli aneddoti che ha vissuto (e se non lo scrive lui lo scriverò io!)
Mario, che posso dire? Grazie di esserci: di certo se nel vino italiano c'è un super Mario questo è sicuramente il Pojer (il, alla trentina!)
 
AC 
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U
<br /> Ho conosciuto Pojer al circolo, ospite una delle prime sere cui partecipavo, un grande uomo che produce grandi vini.<br /> Grazie Alessandro che ci hai fatto ricordare di lui.<br /> <br /> <br />
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C
<br /> Semplicemente un produttore divino.....<br /> <br /> <br />
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