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Trentino fa ancora rima con vino? (se si parla di coop... no!)

trentino-alto adige

Credo di conoscere discretamente il panorama vinicolo del Trentino Alto Adige: abito ad appena 70 chilometri da Trento, e da buon Veneto ho sempre guardato attentamente la regione a noi limitrofa con quel misto di ammirazione ed invidia che noi “cugini” proviamo per loro: ammirazione per la capacità di fare squadra, per la grande volontà di intraprendere e di fare e per i modi schietti e sinceri, invidia per il fatto che loro sono una regione a statuto speciale e noi… no! (sarà per questa sostanziale differenza che tanti mie corregionali si ostinano, al fare di ogni autunno, nel rubare a più non posso i funghi che crescono nei loro splendidi boschi?).

Francamente però nessuna esperienza serviva per comprendere che la diatriba scoppiata ad agosto, e che i giornali locali nel solito modo enfatico presentano come “guerra tra vignaioli altoatesini e quelli trentini”, altro non è che la solita verità che tutti sapevano ma nessuno osava pronunciare.

Il “cos’è successo” lo potete dettagliatamente scoprire leggendo questi piacevoli post (qui, qui e qui) ma comunque si può riassumere così: il 18 agosto a Trento, nel corso della presentazione della manifestazione “Vinea Tirolensis”, un giornalista a chiesto a Peter Dipoli, vignaiolo di Egna e vicepresidente dell’associazione vignaioli sudtirolesi, il perché venga comunemente percepita una sostanziale differenza qualitativa tra vini altoatesini e quelli trentini, la lapidaria risposta è stata la seguente: “ Noi da oltre 20 anni abbiamo puntato sulla qualità. L'opposto di quello che hanno fatto le cantine sociali trentine che hanno puntato sulle grandi masse. I problemi che soffocano la produzione vinicola trentina da noi non ci sono, né avrebbero ragione d'essere perché il mercato non è stato drogato dalle grandi cantine sociali che invece di salvaguardare l'identità locale, mirano a reclamizzare il loro marchio. Inoltre, diversamente da quanto accade qui, non abbiamo mai acconsentito all'imbottigliamento e alla vendita di vini fuori zona di produzione».

E' cosa nota a tutti infatti che da parte del consumatore medio vi sia l'errata convinzione che i vini Trentini siano qualitativamente inferiori a quelli altoatesini.

Perché?

Perché la grande maggioranza dei vini trentini viene prodotta ed imbottigliata da Cantine Sociali le quali, per la cecità di voler inseguire solo i numeri, si ostinano nel voler crescere dimensionalmente dimenticandosi di crescere nello spessore qualitativo. Per contro le Cantine Sociali altoatesine operano come (ed a volte meglio) dei loro colleghi privati!

Se qualcuno ha dei dubbi riflettete: in Alto Adige vi sono dei bravissimi produttori privati (un po' di nomi a caso: Haas, Elena Walch, Johaness, Plattner, Manincor, Niedermayer, Pacherof, Dipoli, ecc. ecc.) a cui si affiancano altrettante cantine sociali, pluripremiate sia dai critici (a suon di tre bicchieri, cinque grappoli, soli e stelline) che dal pubblico: San Michele Appiano, Terlano, Colterenzio, Bolzano, Cortaccia, Merano ecc. ecc.), in Trentino vi sono grandissimi produttori privati, premiati da pubblico e critica (Foradori, Pojer & Sandri, Ferrari, Endrizzi, Zeni, Pedrotti, Maso Furli, Pisoni, Bossi Fedrigotti ecc. ecc.) a cui si affiancano degli autentici leviatani che imbottigliano di tutto e di più, quasi disdegnati dalla critica (qualche vino si salva, ma è quasi l'eccezione che conferma la regola) e neanche tanto dal mercato se è vero che sono riuscite ad accumulare un debito di ben 263 milioni di euro come potete leggere qui!

Vi era pertanto motivo di far scoppiare una guerra per le corrette dichiarazioni di Dipoli?

Certo che no: lo dimostra l'affermazione di quel trentino purosangue (e uomo di acuta intelligenza) che è Mario Pojer, il quale non ha esitato a dire che "Dipoli ha fatto una bella e reale fotografia della situazione: è un intervento straordinario. Ha detto la sacrosanta verità, anche se ovviamente dà fastidio. Chiederei la DOC Alto Adige se potessi. Quello che vale è il territorio: l'Alto Adige ha un marchio forte perché hanno operato bene lavorando sul valore del territorio. Il Trentino non l'ha fatto e ha scelto una strategia sbagliata: non si possono fare 250 milioni di bottiglie e pretendere di fare la qualità».

Peccato che all'intelligenza di Pojer si sia subito affiancata la miopia di Rizzoli, gran patron di Cantina di Mezzocorona, il quale sull'onda della felicità dovuta all'installazione dell'ultima linea di imbottigliamento che ha portato la capacità produttiva a 100 milioni di bottiglie l'anno come scritto qui (ma che ci devono imbottigliare?) ha detto «Non mi interessa quello che dice Dipoli, non prende uva da noi nè acquista vino da noi. E' una persona che ha la mia sincera disistima».

Nei prossimi giorni vedremo quanto, a mio dire, quella parola disistima sia errata!

 

AC

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A
<br /> Non ho tutti gli elementi necessari per esprimere un parere complessivo sulla situazione vitivinicola trentina ed altoatesina , conosco alcuni prodotti , alcune cantine e ritengo di saper qualcosa<br /> di bilanci di cooperative .<br /> Pertanto permettetemi solo qualche considerazione : alcune coop trentine ed altoatesine producono vini eccellenti , accanto a vini da pasto di qualità mediocre .<br /> Ad esempio la Cantina Coop. di Chiusa (BZ) , oltre al valido Lagrein rosso e ad uno Chardonney barrique (Dominius) che a mio avviso è un prodotto che spicca all' interno della categoria, propone<br /> dei rossi da pasto abbastanza terrificanti oppure un bianco (Sylvaner + più quello che è rimasto in casa) "semifrizzante" del quale ho perfino rimosso il nome, destinato probabilmente solo ai<br /> tedeschi di passaggio ...<br /> La stessa cosa si può dire di altre cantine (sia a Nord che a sud di Ora) , d' altra parte il mercato non è solo qualità , ma anche prezzo ed il tentare di smerciare anche la merce di seconda<br /> scelta non aiuta certo l' immagine, ma a volte può "far bilancio" .<br /> Sui bilanci delle Cantine Trentine (che non ho esaminato) posso solo far osservare e far riflettere su 3 aspetti : - le Coop. per loro natura non sono quasi mai molto "patrimonializzate" ,<br /> -nell' articolo viene riportato il dato dei debiti bancari totali , ma non è la stessa cosa indebitarsi per pagare i soci o indebitarsi per installare un nuovo impianto , più avanti vengono<br /> rapportati i debiti totali con il patrimonio netto non è specificato se si tratta di debiti bancari o verso soci , se la quota “debiti verso soci” è rilevante , questo è un punto di forza della<br /> cooperativa,<br /> - una cooperativa può assolvere la sua funzione anche senza dotarsi di un cospicuo capitale proprio , basta che i ristorni e le liquidazioni dell' uva (nel caso) siano superiori a quelle di mercato<br /> ,permettendo così ai conferenti di patrimonializzare ... la propria azienda .<br /> Se in una Coop. i debiti sono tutti bancari e le liquidazioni sotto il mercato , (tanto dopo ci pensa mamma Provincia Autonoma) allora questa non è buona cooperazione .<br /> Cin cin .<br /> <br /> <br />
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A
<br /> <br /> Interessante analisi Andrea, grazie. Però, a rafforzamento di quanto scrivevo, mi permetto di far notare (e lo scriverò per esteso nei prossimi giorni) l'incongruità e la cattiva conduzione del<br /> management di alcune cantine cooperative trentine: per motivi che nessuno a mai bene compreso i Trentini hanno "fatto spesa" acquistando cantine in Toscana, Sicilia, ecc. ecc. Centro e<br /> sud Italia senza nessuna visione del mercato futuro. <br /> <br /> <br /> Per fare questi acquisti insensati, che nulla centrano con il "fare vino in Trentino", le coop si sono indebitate con le banche, e quando gli istituiti bancari hanno chiesto il rientro<br /> si è dovuto ricorrere alla sola possibilità che una coop ha: ridurre i dividendi, ovvero ridurre il premio corrisposto ai soci (trentini) per le uve consegnate!<br /> <br /> <br /> Negli ultimi tre anni l'utile operativo di un viticoltore trentino,conferitore, si è mediamente ridotto del 30% (Cantina Mezzocorona: uve 2007 125 euro q.le, 2009 103 euro q.le..),<br /> quello dei colleghi altoatesino è aumentato: sicuri che a Trento tutto vada bene? <br /> <br /> <br /> <br />
C
<br /> ...eppoi dicono che il vino di qualità medio-bassa non faccia poi così male... nn farà male...ma sicuramente fa inacidire chi ne fa uso..... povero Rizzoli....<br /> <br /> <br />
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P
<br /> Se il buongiorno si vede dal mattino bisogna dire ben tornato: graffiante più del solito.<br /> <br /> <br />
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